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MusicaProgetto
Adriana Benignetti
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(Foto: san.beniculturali.it)
Les vêpres siciliennesGrand-opéra in cinque atti
MusicaGiuseppe Verdi (Le Roncole, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901)

LibrettoEugène Scribe(Parigi, 24 dicembre 1791 – Ivi, 20 febbraio 1861) e Charles Duveyrier (Parigi, 12 aprile 1803 – Ivi, 10 novembre 1866)

Prima rappresentazioneParigi, Opéra, 13 giugno 1855

Personaggi Guy de Montfort, governatore di Sicilia sotto Carlo d’Angiò, re di Napoli (baritono) Il sire di Béthune, ufficiale francese: (basso) Il conte de Vaudemont, ufficiale francese (basso) Henri, giovane siciliano (tenore) Jean Procida, medico siciliano (basso) Hélène, duchessa, sorella del duca Federigo d’Austria (soprano) Ninette, sua cameriera (contralto) Daniéli, siciliano (tenore) Thibault, soldato francese (tenore) Robert, soldato francese (baritono) Mainfroid, siciliano (tenore)
Siciliane e siciliani, soldati francesi (coro)
ATTO IIn una piazza di Palermo i soldati francesi, che hanno invaso la Sicilia, festeggiano allegramente. Hélène, duchessa e sorella del duca Federigo d’Austria, dichiara apertamente il desiderio di vendicare il fratello, giustiziato dai Francesi. Hélène incita quindi alla rivolta i Siciliani. Scoppia una sommossa, ma l’arrivo del governatore Monfort riporta l’ordine. Subito dopo arriva Henri, che non riconosce Monfort e dichiara il suo odio per il governatore, nonostante questi abbia dato ordine di liberarlo. Monfort offre a Henri di diventare ufficiale dell’esercito francese. Henri rifiuta inorridito, e sprezza il consiglio del governatore di star lontano da Hélène.
ATTO IIIl patriota siciliano Jean Procida è appena sbarcato quando viene raggiunto dai suoi fedeli compagni, tra i quali Hélène ed Henri, che discutono con Procida sul modo con cui indurre i Siciliani alla sollevazione. Henri rivela il proprio amore a Hélène, che mostra di ricambiarlo. Appaiono i soldati di Monfort, che prendono Henri e lo portano dal governatore. Nel frattempo, dodici future spose palermitane vengono rapite durante le nozze dai soldati francesi. Aizzati da Hélène e Procida, i Siciliani decidono di vendicarsi, mentre da lontano echeggiano le risa dei nobili francesi che s’avviano alla festa a casa di Monfort.
ATTO IIIMonfort rilegge una lettera che gli è stata fatta recapitare da una donna siciliana, in cui lo si informa di essere il padre di Henri. Il governatore rivela al giovane la verità.
Durante la festa, allietata da un ballo, Arrigo si imbatte in Hélène e Procida, che gli confidano che Monfort verrà ucciso di lì a poco. Hélène si avventa sul governatore, ma Henri gli fa scudo col proprio corpo. I cospiratori rimangono attoniti per il tradimento di Henri. Hélène e Procida vengono rinchiusi in prigione.
ATTO IVHenri incontra Hélène nel carcere dove lei è rinchiusa e le rivela il motivo del suo gesto. La donna lo perdona e gli confessa il suo amore. Subito entra Monfort, che ordina l’esecuzione dei cospiratori. Hélène e Procida danno l’addio alla patria. Henri supplica Monfort di non ucciderli. Monfort lo farà solo se lo chiamerà “padre”. Proprio prima che il boia uccida i cospiratori, Henri si arrende e chiama Monfort col fatidico nome. Monfort grazia tutti e ordina il matrimonio tra Hélène e il figlio, ai vespri dello stesso giorno.
ATTO VHélène riceve le amiche nel giardino. È felice dell’imminente matrimonio e si incontra con l’amato Henri. Procida si avvicina e le dice che ci sarà una sommossa quando le campane prenderanno a suonare. Hélène si ribella, ma Procida l’accusa di star dalla parte del governatore. Entra Monfort e celebra solennemente le nozze dei due giovani. Risuonano le campane dei vespri. Hélène, atterrita, cerca di avvertire Monfort, ma i Siciliani, guidati da Procida, irrompono nel giardino e lo uccidono insieme ai Francesi.

Fonti:giuseppeverdi200.gov.itDizionario dell’opera 2002 a cura di Piero Gelli, Baldini&Castoldi, Milano 2001

Adriana Benignetti


8 hours ago | |
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Les vêpres siciliennesGrand-opéra in cinque atti
MusicaGiuseppe Verdi (Le Roncole, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901)

LibrettoEugène Scribe(Parigi, 24 dicembre 1791 – Ivi, 20 febbraio 1861) e Charles Duveyrier (Parigi, 12 aprile 1803 – Ivi, 10 novembre 1866)

Prima rappresentazioneParigi, Opéra, 13 giugno 1855

PersonaggiGuy de Montfort, governatore di Sicilia sotto Carlo d’Angiò, re di Napoli (baritono)Il sire di Béthune, ufficiale francese: (basso)Il conte de Vaudemont, ufficiale francese (basso)Henri, giovane siciliano (tenore)Jean Procida, medico siciliano (basso)Hélène, duchessa, sorella del duca Federigo d’Austria (soprano)Ninette, sua cameriera (contralto)Daniéli, siciliano (tenore)Thibault, soldato francese (tenore)Robert, soldato francese (baritono)Mainfroid, siciliano (tenore)

Siciliane e siciliani, soldati francesi (coro)

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Martedì 26 maggio alle ore 20.30, il pianista sarà protagonista di un recital al Conservatorio di Milano. In programma musiche di Bach, Haydn, Beethoven, Franck e Chopin
Anche la Società del Quartetto di Milano partecipa al grande evento di Expo 2015 con un piccolo ciclo di concerti, che si apre con un recital dell’acclamato interprete newyorkese Murray Perahia. Il Quartetto accoglie sempre con grande gioia il ritorno del grande pianista, un artista che nel tempo ha stabilito un rapporto privilegiato con la Società del Quartetto di Milano. 
Il concerto è patrocinato da Expo 2015 e il programma non potrebbe illustrare meglio il tema della manifestazione, Nutrire il pianeta. Gli autori che hanno alimentato con il loro genio e la loro creatività i momenti più importanti dello sviluppo del pianoforte ci sono tutti: Bach, Haydn, Beethoven, Chopin. Completa il programma la musica di César Franck, gettando un ponte ideale con l’Expo forse più famosa della storia, quella di Parigi del 1889 in occasione delle celebrazioni del centenario della Rivoluzione Francese. Il famoso organista di Sainte-Clotilde infatti era uno dei 16 musicisti riuniti nella Commission des Auditions musicales formata dal Governo in vista dell’Expo.
Musicista completo, multiforme, sensibile, Perahiaha percorso le strade del classicismo viennese, del pianismo di Chopin sfrondandolo dagli orpelli di maniera, ma anche le vie barocche di Bach e di Scarlatti con esiti memorabili, e quelle moderne di Bartok e Britten. In 40 anni di carriera, Perahia ha lasciato un’impronta profonda sul pubblico di ogni paese. Per festeggiare il traguardo, la casa discografica Sony ha deciso di pubblicare un cofanetto di 68 cd, che rappresentano il riassunto di una carriera artistica con pochi confronti tra i musicisti del nostro tempo.
Il 10 Giugno Perahia sarà a Bologna.
Murray Perahia è nato a New York, e ha iniziato lo studio del pianoforte a quattro anni; ha inoltre compiuto la sua formazione in direzione e composizione al Mannes College of Music di New York. Le estati trascorse a Marlboro hanno creato gli incontri con Rudolf Serkin e Pablo Casals fondatori della scuola, e il Quartetto di Budapest; a quel periodo risale anche l’insegnamento di Mieczyslaw Horszowski. Il primo premio al concorso internazionale di Leeds nel 1972 lo ha imposto all’attenzione delle sale concertistiche europee; nel 1973 il suo primo concerto al festival di Aldeburgh ha dato inizio alla collaborazione con Benjamin Britten e Peter Pears, che lo ha portato a condividere la direzione artistica del festival dal 1981 al 1989. Più tardi, altre tracce importanti sarebbero nate dalla profonda amicizia con Vladimir Horowitz. Perahia è ospite in recital e nel repertorio sinfonico delle maggiori sale in tutto il mondo. Svolge la sua attività di direttore e solista prevalentemente in collaborazione con English Chamber Orchestra, l’orchestra da camera Franz Liszt, Chamber Orchestra of Europe e Camerata Salzburg. Dal 2000 è direttore ospite principale dell’Academy of St. Martin-in-the-Fields alla quale è legato da un lungo rapporto di amicizia e collaborazione. Nella doppia veste di direttore e solista è stato protagonista di tournée in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Asia e in Giappone. Nella stagione 2011/2012 è stato “pianist in residence” dei Berliner Philharmoniker. La sua discografia è molto ricca e pluripremiata. Per l’incisione delle Variazioni su un tema di Händel di Brahms ha meritato il Premio tedesco ECHO Klassik 2011. Nel 2012 ha inoltre vinto il Grammophon Award e il Jean Gimbel Lane Prize. Sony Classical ha recentemente pubblicato un cofanetto in edizione speciale con numerosi dvd e tutte le sue incisioni dal titolo “I primi 40 anni”. Da alcuni anni lavora ad un progetto di una nuova edizione critica delle Sonate di Beethoven per Henle Urtext Edition. Inoltre ha prodotto e pubblicato numerose ore di registrazioni del leggendario pianista Alfred Cortot, recentemente riscoperte e pubblicate da Sony con il titolo “Alfred Cortot: The Master Classes”. È membro onorario del Royal College of Music e della Royal Academy of Music e ha ricevuto l’“Honorary Doctorate” dall’Università di Leeds. Nel 2004 è stato nominato Knight of the British Empire (Cavaliere dell’Impero Britannico) per il suo contributo alla vita musicale del Regno Unito. Ospite dei Concerti del Quartetto al Teatro alla Scala nel giugno 1996 e nel 2000 per il ciclo Grandi Pianisti alla Scala, è stato ospite della Società del Quartetto di Milano nel 1968, 1973, 1976, 1998, 2002, 2007, 2008, 2010 e 2011.
Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, Sala VerdiMartedì 26 maggio ore 20.30
Murray Perahia pianoforte
Bach, Suite francese n. 6 in mi maggiore BWV 817Haydn, Sonata in la bemolle maggiore Hob.XVI.46Variazioni in fa minore Hob.XVII.6Beethoven, Sonata n. 14 in do diesis minore op. 27 n. 2 “Chiaro di Luna”Franck, Preludio Corale e FugaChopin, Scherzo n. 1 in si minore op. 20
Biglietti da € 5 (giovani fino a 26 anni) a € 30
in vendita presso:-   Società del Quartetto, via Durini 24, Milano, tel 02 76005500,  lunedì – venerdì 13.30-17.30-   Call center, tel. 89.24.24, lunedì – venerdì 8-20, sabato 8-15 (con carta di credito)-   Siti internet: www.quartettomilano.it  e www.vivaticket.it(con carta di credito o bancomat)-   punti vendita Vivaticket (elenco consultabile su http://www.vivaticket.it/ricercaPunti.php)-   sul posto, da un’ora prima del concerto, secondo disponibilitàAltre riduzioni per gruppi e convenzioni speciali
Società del Quartetto di MilanoVia Durini 2420122 MilanoTel 02.76005500www.quartettomilano.itinfo@quartettomilano.it  (comunicato stampa)
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A due anni dal suo primo concerto sul podio della Filarmonica il direttore tedesco Marc Albrecht torna alla Scala per dirigere il “Quartetto n. 1” di Brahms nella versione orchestrale di Arnold Schönberg. La pianista ventenne Beatrice Rana debutta al Piermarini con il Concerto n. 1 di Beethoven. Prova Aperta domenica 24 alle 19.30 a favore dell’associazione Progetto Itaca

(Foto: Julien Faugere)
(Foto: Luca Piva)

Lunedì 25 Maggio il direttore Marc Albrecht torna sul podio della Filarmonica della Scala dopo la calorosa accoglienza riservatagli, al suo debutto nel 2013, per la direzione di pagine del compositore Richard Strauss, di cui il direttore stabile dell’Opera e della Filarmonica di Amsterdam è uno degli interpreti più credibili. Albrecht, che alla Scala nel 2012 ha diretto con successo anche La donna senz’ombra, torna al Piermarini con la pianista Beatrice Rana. 

Dopo il secondo posto al prestigioso Concorso Van Cliburn nel 2013, la giovane interprete si è imposta rapidamente nel panorama internazionale e ora fa il suo esordio alla Scala con il Concerto per pianoforte n. 1 di Beethoven. Nella seconda parte del programma Albrecht dirige la versione orchestrale del Quartetto n. 1 di Brahms realizzata da Arnold Schönberg dall’originale per pianoforte e archi.
La sera prima del concerto, domenica 24 maggio alle ore 19.30, Marc Albrecht e Beatrice Rana saranno protagonisti anche della Prova Aperta, ultimo appuntamento della stagione con il ciclo “La Filarmonica della Scala incontra la città” che raccoglie fondi per il non profit milanese. Gli incassi della serata saranno devoluti all’associazione milanese Progetto Itaca che si occupa di informazione, prevenzione, riabilitazione e supporto alle persone affette da disturbi psichici e alle loro famiglie.
Il programma
Composto fra il 1795 e il 1798 e pubblicato nel marzo 1801 presso l'editore Mollo di Vienna, fu probabilmente eseguito da Beethoven durante la tournée concertistica del 1798 a Praga. L'aspetto "pubblico", di brillante esito sonoro, è una delle molle del lavoro: il pianismo è più vicino ai modelli di Clementi e Kummel, con la tipologia sommaria di scale, arpeggi e altre formule di studio, piuttosto che alla raffinata invenzione mozartiana. Questo aspetto della scrittura pianistica si sposa, nel primo movimento (Allegro con brio), con una tematica orchestrale quanto mai netta e squadrata che, anche per la strumentazione con trombe e timpani, ricorda la simpatia del giovane Beethoven per le marcie e la musica militare di matrice francese. Anche nell'amabile Largo centrale l'esempio della romanza mozartiana riceve un'ambientazione più larga ed esplicita; ma il movimento più personale è il Rondò per la trascinante carica ritmica e per la quantità e l'umorismo degli episodi secondari.
Arnold Scho¨nberg fu sempre un grande ammiratore di Brahms. In quel compositore riservato, che la storia aveva cercato di liquidare come l’ultimo erede di Beethoven, Scho¨nberg vedeva un esponente del progresso musicale. La solida logica costruttiva che ruotava attorno alle idee musicali di Brahms gli sembrava un punto di partenza, il fondamento necessario alla definizione di un nuovo linguaggio. L’innovazione per Scho¨nberg era una categoria da sottomettere ai principi di unita` e coerenza; e in questo senso l’esempio di Brahms era imprescindibile. Scho¨nberg dedico` per tutta la vita un interesse particolare al Quartetto op. 25, che amava definire «la quinta sinfonia di Brahms». Il lavoro risale all’estate del 1937, quando Scho¨nberg si era stabilito negli Stati Uniti. Otto Klemperer aveva chiesto al compositore di trascrivere qualcosa per la sua orchestra. La scelta cadde sul Klavierquartett op. 25 di Brahms, per le ragioni esposte in una lettera al critico musicale del San Francisco Chronicle: «1. Mi piace questo pezzo 2. Viene suonato di rado 3. Viene suonato sempre molto male, perche´ migliore e` il pianista, piu` forte suona e non si sente niente degli archi. Per una volta volevo sentire tutto, cosa che ho ottenuto». La lettera proseguiva indicando i criteri ai quali era ispirato il lavoro: «1. Rimanere fedelmente nello stile di Brahms e non andare piu` in la` di quanto sarebbe andato lui stesso se vivesse oggi. 2. Osservare attentamente tutte le leggi alle quali Brahms obbediva e non violare nessuna di quelle che sono note soltanto ai musicisti educati nel suo ambiente».
Presenza dinamica e consapevole sia sui podi delle orchestre che nelle buche delle opere, ospite regolare delle più importanti orchestre e  teatri lirici, Marc Albrechtè particolarmente acclamato per le interpretazioni delle opere di Wagner e Strauss e per l’impegno per la musica contemporanea. Marc Albrecht è oggi direttore stabile della Nederlandse Opera e delle Orchestre Filarmonica e da camera di Amsterdam. I più recenti successi lo vedono sul podio della Saint Louis Symphony Orchestra, della Hallé Orchestra, delle Orchestre di Oslo e Stoccolma, della Residentie dell’Aja e di nuovo a Vienna e Berlino, Firenze e Stoccarda e Parigi, a Goeteborg, Bergen,  Dallas.  Nel 2015 dirigerà alla Netherlands Opera  le produzioni di Lohengrin di Wagner e Macbeth di Verdi. Marc Albrecht ha inciso numerosi dischi per Pentatone con l’Orchestra di Strasburgo: i Poemi di Strauss, i Concerti di Dvorak e Schumann con Martin Helmchen e un CD con opere di Dukas, Koechlin, Ravel nonché un CD con le  musiche per orchestra di Berg. Continua la collaborazione con Pentatone, per cui, con la Netherlands Philharmonic, ha inciso Das Lied von der Erde di Mahler nel 2013. L’Opera di Ansterdam ha anche pubblicato le registrazioni live di Elektra e  Schatgraeber  per l’etichetta Challange Labe.
A soli vent’anni, la pianista Beatrice Rana si è già imposta nel panorama musicale internazionale guadagnandosi l'apprezzamento e l’interesse di organizzatori, direttori d’orchestra, critici e pubblico in numerosi Paesi. Nel giugno del 2013 si è aggiudicata il Secondo Premio e il ‘Premio del Pubblico’ al prestigioso Concorso Pianistico Internazionale ‘Van Cliburn’, ennesimo riconoscimento di rilievo nella sua già sorprendente carriera. Nel 2011 aveva già attratto l’attenzione generale vincendo il Primo Premio e tutti i ‘premi speciali’ al Concorso Internazionale di Montreal. Già ospite di prestigiose orchestre, Beatrice Rana si esibirà nella stagione 2014 – 2015 con orchestre del calibro della Los Angeles Philharmonic, la Detroit Symphony, la London Philharmonic Orchestra alla Royal Festival Hall, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, l’Orchestra Filarmonica della Scala. Collabora con direttori affermati quali Yannick Nézet-Seguin, Leonard Slatkin, Fabien Gabel, Bernard Labadie, Susanna Mälkki, Miguel Harth-Bedoya, Andres Orozco-Estrada, Antonio Pappano, Joshua Weilerstein e Zubin Mehta. Nata nel 1993 in una famiglia di musicisti, Beatrice Rana ha debuttato come solista al fianco di un’orchestra all’età di nove anni, esibendosi nel Concerto in fa minore di Bach. Beatrice Rana ha registrato i Preludi di Chopin e la Seconda Sonata di Scrjabin per l’etichetta discografica Atma. Questa sua prima incisione ha riscosso un notevole successo a livello internazionale. Ad essa è seguita l’uscita nel novembre del 2013 del CD con la registrazione delle performance al Concorso Van Cliburn, edito dall’etichetta Harmonia Mundi.
Teatro alla Scala, Milano
Domenica 24 maggio 2015, ore 19,30 – Prova ApertaLunedì 25 maggio 2015, ore 20,00 – Concerto
Marc AlbrechtBeatrice Rana, pianoforteBeethoven, Concerto per pianoforte n. 1 Brahms, Quartetto n° 1 in sol minore, op. 25 (orch. A. Schönberg)
InformazioniI biglietti sono  in vendita sul sito www.geticket.it e presso l’Associazione Orchestra Filarmonica della Scala, Piazza Diaz, 6, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18.
Prezzi:Posto unico di Platea e Palco Euro 95/85 - I Galleria Euro 20 - II Galleria Euro 12 - Ingressi Euro 5
Prove ApertePer informazioni, prenotazioni e acquisto contattare Aragorn 02 465.467.467 dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00. biglietteria@aragorn.it  fax: 02465.467.77Acquisto on line sul sito www.geticket.it e www.vivaticket.it Prezzi: da € 5 a 35.
(comunicato stampa)

3 days ago | |
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Lucia di LammermoorDramma tragico in tre atti 
Musica  Gaetano Donizetti (Bergamo, 1797 – Ivi, 1848)
Libretto Salvatore Cammarano (Napoli, 1801 – Ivi, 1852) dal romanzo The Bride of Lammermoor di Sir Walter Scott 

Prima rappresentazioneNapoli, Teatro di San Carlo, 26 settembre 1835
Personaggi:Lord Enrico Ashton (baritono)Lucia, sua sorella (soprano)Sir Edgardo di Ravenswood (tenore)Lord Arturo Bucklaw (tenore)Raimondo Bidebend, educatore e confidente di Lucia (basso)Alisa, damigella di Lucia (mezzosoprano)Normanno, capo degli armigeri di Ravenswood (tenore)
Dame e cavalieri, congiunti di Ashton, abitanti di Lammermoor, paggi, armigeri, domestici di Ashton
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(Foto: ©Teatro alla Scala)
Lucia di LammermoorDramma tragico in tre atti 
Musica  Gaetano Donizetti (Bergamo, 1797 – Ivi, 1848)
Libretto Salvatore Cammarano (Napoli, 1801 – Ivi, 1852) dal romanzo The Bride of Lammermoor di Sir Walter Scott 
Prima rappresentazioneNapoli, Teatro di San Carlo, 26 settembre 1835
Personaggi:Lord Enrico Ashton (baritono)Lucia, sua sorella (soprano)Sir Edgardo di Ravenswood (tenore)Lord Arturo Bucklaw (tenore)Raimondo Bidebend, educatore e confidente di Lucia (basso)Alisa, damigella di Lucia (mezzosoprano)Normanno, capo degli armigeri di Ravenswood (tenore)
Dame e cavalieri, congiunti di Ashton, abitanti di Lammermoor, paggi, armigeri, domestici di Ashton
La trama (testo tratto da teatroallascala.org)
Atto I(La partenza)Atrio nel castello di Ravenswood.Nella Scozia del secolo XVI, lacerata dalle divisioni politiche, il partito cui appartengono gli Ashton sta per soccombere a quello dei Ravenswood. Normanno, capo degli armigeri al servizio degli Ashton, dà disposizioni perché si raccolgano notizie (coro d’introduzione “Percorrete le spiagge vicine”): sospetta infatti che Lucia, sorella di lord Enrico Ashton, abbia una segreta relazione con Edgardo di Ravenswood, ultimo superstite della famiglia nemica. Enrico, preoccupato per le sorti degli Ashton, si confida con Normanno: per salvare la situazione vorrebbe far sposare Lucia con lord Arturo Bucklaw, ma teme il rifiuto della sorella. Raimondo, educatore e confidente di Lucia, ricorda a Enrico che la fanciulla è afflitta per la morte recente della madre; ma Normanno rivela che la sua mestizia è provocata dall’amore per un giovane, che un giorno le ha salvato la vita sottraendola alla carica di un toro infuriato. Egli sospetta che quel giovane sia Edgardo di Ravenswood. Enrico, in preda all’ira, promette di vendicarsi (scena e cavatina “Cruda, funesta smania”).
Parco.Presso la fontana della sirena, all’imbrunire, Lucia è in grande agitazione e si confida con la damigella Alisa. In attesa di Edgardo, rivela ad Alisa di aver visto il fantasma di una dama, uccisa per gelosia da un antenato di Edgardo e caduta nella fonte. Alisa scongiura Lucia di troncare il suo legame, ma la fanciulla rifiuta decisa (scena e cavatina “Regnava nel silenzio”). Giunge Edgardo e informa Lucia che all’alba partirà per la Francia;ma prima di lasciare la Scozia vorrebbe riconciliarsi con gli Ashton e chiedere, in segno di pace, la mano di Lucia. Informato che Enrico lo odia ancora, Edgardo richiama i torti subiti dalla propria famiglia per mano degli Ashton e dichiara che solo l’amore per Lucia ha frenato la vendetta che pur aveva giurato sulla tomba del padre. A Lucia, che lo scongiura di dimenticare l’antico odio, Edgardo chiede un giuramento di fede eterna. I due si scambiano un anello e si separano (scena e duetto “Sulla tomba che rinserra”).
Atto II(Il contratto nuziale)Gabinetto negli appartamenti di lord Ashton.
Enrico, in attesa di Lucia, parla con Normanno.I parenti sono arrivati al castello per le nozze di Lucia con lord Arturo, ma Enrico teme ancora il rifiuto della sorella. Normanno lo rassicura: Edgardo è assente da lungo tempo, e le false notizie diffuse ad arte lo danno sposato a un’altra donna. Giunge Lucia, pallida e con lo sguardo immobile. Enrico le mostra una falsa lettera, che dimostra il tradimento di Edgardo; insiste poi perché la sorella sposi Arturo, salvando così le sorti della famiglia (scena e duetto “Il pallor funesto, orrendo”). Lucia si sente morire. Chiede conforto a Raimondo, che la invita ad accettare le nozze (scena e aria “Deh, t’arrendi, o più sciagure”); infine, disperata, si sottomette al volere del fratello.
Magnifica sala pomposamente ornata.Arturo promette il suo appoggio politico a Enrico. Si dà inizio alla cerimonia nuziale. Lucia ha appena firmato l’atto, quando irrompe nella sala Edgardo in abito da viaggio, causando lo stupore generale. Raimondo gli mostra il contratto nuziale. Edgardo rende l’anello a Lucia, che annientata è incapace di una reazione; poi egli si fa rendere il proprio anello, che getta a terra, maledice gli Ashton e si offre, furibondo e disarmato, ai suoi nemici (Finale secondo).
Atto IIISalone terreno nella torre di Wolferag.
È notte, imperversa un uragano. Edgardo è in atteggiamento tetro. Giunge Enrico, che gli annuncia il compimento delle nozze di Lucia e lo sfida a duello. I due si danno appuntamento all’esterno del castello, presso le tombe dei Ravenswood (scena e duetto “Ashton! / Sì. / Fra queste mura”).
Galleria del castello di Ravenswood.Al castello intanto proseguono i festeggiamenti nuziali (coro “D’immenso giubilo”). Raimondo interrompe la festa con la notizia che Lucia, in preda alla follia, ha trafitto lo sposo. La fanciulla entra in scena in una veste bianca, scarmigliata e simile a uno spettro; delira, ricorda i suoi incontri con Edgardo, lo crede il suo sposo (scena e aria “Ardon gl’incensi”). Sviene infine tra le braccia di Alisa. Mentre Enrico compiange il suo misero stato, Raimondo accusa Normanno di essere la causa della sventura e profetizza che il sangue versato ricadrà su di lui.
Parte esterna del castello.È notte. Presso le tombe dei Ravenswood, Edgardo attende Enrico, deciso a lasciarsi uccidere. È ossessionato dall’immagine di Lucia, felice con il suo sposo. Ma dal castello giungono le voci che annunciano la morte di Lucia: Edgardo, disperato, si trafigge (scena e aria finale “Fra poco a me ricovero”).

Adriana Benignetti
5 days ago | |
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Venerdì 22 maggio alle ore 18.00, appuntamento con Federico Fornoni e “Il melodramma esemplare” al Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini del Teatro alla Scala


Sarà il musicologo Federico Fornoni, nell’incontro “Il melodramma esemplare?”, a illustrare, con l’ausilio di video e ascolti Lucia di Lammermoor


Il dramma tragico in due parti e tre atti di Gaetano Donizetti, su libretto di Salvatore Cammarano, sarà in scena al Teatro alla Scala di Milano dal 28 maggio all’11 giugno 2015, con la regia di Mary Zimmerman e la direzione di Stefano Ranzani.
L’appuntamento, che fa parte del ciclo “Prima delle prime” (organizzato dagli Amici della Scala) è per venerdì 22 maggio  alle ore 18.00 presso il Ridotto dei palchi “A. Toscanini” del Teatro alla Scala di Milano. L’accesso al Foyer “Toscanini” non richiede biglietto: basta presentarsi all’ingresso principale del Teatro con un certo anticipo. L’accesso è regolato dalle maschere e si ferma al raggiungimento della capienza consentita dalle norme di sicurezza per il Ridotto (150 posti a sedere). 

Adriana Benignetti
5 days ago | |
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(Foto: teatroallascala.org)

Notre-Dame de Paris
Balletto in due atti

Coreografia e LibrettoRoland Petit (Villemomble, 13 gennaio 1924 – Ginevra, 10 luglio 2011),  dal romanzo omonimo di Victor Hugo
Musica
Maurice Jarre (Lione, 13 settembre 1924 – Los Angeles, 29 marzo 2009)
Prima rappresentazioneParigi, Opéra, 11 dicembre 1965

La trama
Atto I

Parigi, 1482: mentre è in corso la celebrazione della festa dei folli – durante la quale si elegge il “Papa dei folli”, ossia colui che dimostrerà di essere più abile nel fare smorfie e buffonate – compare Quasimodo, un essere mostruoso, gobbo e zoppo che  è il campanaro di Notre-Dame. La folla di contadini e borghesi in festa rimane all’inizio sconcertata ma poi lo proclama vincitore del titolo. Un corteo trascina Quasimodo per le vie quando, all’improvviso giunge Claude Frollo, arcidiacono di Notre-Dame: è lui che, anni addietro, ha salvato il gobbo, abbandonato alla nascita e destinato al rogo. 

Frollo rimprovera il popolo festante, ricordando che bisogna pregare e pentirsi e non pensare soltanto ai piaceri. L’arcidiacono è, però, segretamente innamorato di Esmeralda, una zingara che balla davanti al sagrato di Notre-Dame: ordina, perciò, al fedele Quasimodo di rapirla e di portarla da lui.  Inizia l’inseguimento per tutta Parigi: la bella zingara riesce a scappare grazie all’aiuto degli arcieri guidati dal capitano Phoebus che catturano Quasimodo. 

Esmeralda è commossa alla vista del gobbo, picchiato dagli arcieri e gli porta da bere. Nessuno, prima di allora, aveva mai considerato Quasimodo che, quindi, sconvolto da quel piccolo gesti s’innamora di Esmeralda. Nel frattempo Phoebus porta la donna in una taverna e riesce a conquistarla: Frollo, di nascosto, assiste a tutta la scena e, colmo di gelosia, pugnala il capitano e fugge. Esmeralda viene accusata dell’omicidio ed è portata davanti ai giudici che la condannano all’impiccagione: la donna è ormai già sul patibolo quando Quasimodo la libera e la porta all’interno di Notre-Dame dove esiste il diritto d’asilo. Una grande folla urla davanti alla cattedrale, ma è bloccata da Frollo.

Atto II

Quasimodo fa la guardia a Esmeralda, assicurandosi che non le accada nulla: la zingara si mostra molto riconoscente e il campanaro, mosso dal coraggio, le prende la mano e la porta a conoscere il proprio rifugio. La donna si addormenta e Quasimodo si allontana, convinto che sia al sicuro. Frollo, però, approfittando del fatto che Esmeralda è rimasta sola le si avvicina: lei lo rifiuta con repulsione. Nel frattempo, il diritto di asilo nella cattedrale è revocato da un editto del Parlamento e i soldati, con la folla al seguito, irrompono in Notre-Dame. Quasimodo cerca di difendere Esmeralda che viene, però, catturata, condotta al patibolo e giustiziata. Il gobbo, pieno di rabbia, strangola Frollo, visto come la causa della disgrazie e prende le spoglie di Esmeralda.
Per vedere il balletto completo vai QUI
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Balletto in due atti: coreografia e libretto di Roland Petit (dall'omonimo romanzo di Victor Hugo); musica di Maurice Jarre




(Foto: scuolamediabramante.it)







 Opéra National de Paris
Esmeralda Isabelle Guerin
Quasimodo Nicolas LeRiche
Frollo Laurent Hilaire
Phoebus Manuel Legris

Le Corps de Ballet, l'Orchestre et les Choeurs de l'Opéra National de Paris

Per la trama di Notre-Dame de Paris vai QUI

8 days ago | |
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Alban Berg(Vienna, 1885 – Ivi, 1935)(Foto: zam.it)
Il MaestroIl genio è per natura maestro. Le sue parole sono un insegnamento, le sue azioni sono esemplari, le sue opere sono rivelazioni. Coesistono in lui l’insegnante, il profeta, il messia; e lo spirito del linguaggio, che coglie l’essenza del genio molto meglio di quelli che ne fanno un uso improprio, attribuisce all’artista creatore il nome di «maestro» e dice di lui che «fa scuola». Questa semplice constatazione dovrebbe convincere della predestinazione di Arnold Schönberg all’insegnamento, se il nostro tempo avesse solamente il presentimento della rilevanza di questo artista e di quest’uomo.


Ma è naturale che non ne abbia la più pallida idea; infatti, se la nostra epoca avesse la capacità di presentire e di cogliere il senso di qualcosa che, come ogni elemento non temporale, è in contraddizione con la sua essenza, non sarebbe l’opposto dell’eternità. Soltanto presupponendo la generale vocazione di ogni artista all’insegnamento, si potrà giudicare correttamente il particolare metodo didattico di Schönberg. Il suo modo di insegnare è inseparabile dalla sua personalità artistica e dalla sua incisiva qualità umana e ne trae la sua unica legittimità. La volontà pedagogica ne accresce l’autorevolezza. Poiché ogni grande volontà artistica, sia che si rivolga alla creazione individuale o all’interpretazione, oppure alla critica o infine all’insegnamento, non può che tendere ai più alti traguardi. Comprendere e apprezzare fino in fondo quest’opera meravigliosa, sorta da tali presupposti e in tali condizioni, vorrebbe dire risolvere l’enigma della genialità e penetrare i misteri della divinità, cioè scontrarsi con l’impossibilità di misurare l’incommensurabile e di delimitare l’illimitato. Potrà sempre restare soltanto un tentativo, ma un tentativo simile a quello di descrivere la bellezza, la ricchezza e la grandiosità delle onde del mare. Abbandonandosi in balia delle sue correnti infinite, il nuotatore fortunato si sente trasportare sui flutti più alti, verso l’eternità. Orgoglioso e leggero, si allontana da quanti si sfracellano sugli scogli della loro sterilità intellettuale e spirituale e da quanti si attardano nel porto sicuro del loro tempo.  
(Testo tratto da: Alban Berg, Suite Lirica, a cura di Anna Maria Morazzoni, il Saggiatore, Milano 1995)
Adriana Benignetti

8 days ago | |
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