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MusicaProgetto
Adriana Benignetti
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Domenica 27 luglio alle ore 21.15, per il Festival di musica da camera della Versilia, il trio in concerto di musiche di Musiche di Stravinsky, Gershwin, Poulenc, Piolo, Kuttenberger

Debutto, domenica 27 luglio alle 21.15, per il trio composto da Elisa Eleonora Papandrea(violino), Monaldo Braconi (pianoforte) e Alessandro Carbonare (clarinetto) al Festival di musica da camera della Versilia, manifestazione organizzata dall’Associazione Musicale Lucchese a dal Comune di Massarosa, giunta quest’anno alla sua quarantasettesima edizione. 



Carbonare, celebre clarinettista a suo agio in ogni stile, Papandrea e Braconi calcheranno per la prima volta insieme il palcoscenico della bellissima pieve romanica di S. Pantaleone per presentare un progetto originale e gradevolissimo, basato su alcuni grandi classici del Novecento, proposti con l’insolito trio. In programma musiche di Stravinsky (L’Histoire du Soldat, nella sua versione cameristica), Gershwin (Ballads from Porgy and Bess), Poulenc (suite da L’invitation au Chateau e Sonata per clarinetto e pianoforte), Piolo (Threepenny in the Dark, su tema di Kurt Weill) e Kuttenberger (Habdala-Blitspost). Per 15 anni Primo clarinetto solista all’Orchestre National de France e dal 2003 primo clarinetto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Alessandro Carbonare ha suonato sui maggiori palcoscenici internazionali. Vincitore di due Diapason d’oro, su personale invito di Claudio Abbado ha accettato il ruolo di primo clarinetto nell’Orchestra del Festival di Lucerna e nell’Orchestra Mozart. Monaldo Braconi ha iniziato i suoi studi al Conservatorio S. Cecilia, a Roma, per poi perfezionarsi all’Accademia Chigiana di Siena e al Conservatorio Rimskij-Korsakov di S.Pietroburgo). Collabora molto spesso con importanti orchestre di tutta Europa, tra cui la Filarmonica di Leningrado, l’Orchestra Accademia di Stato di San Pietroburgo e la Filarmonica di Rostov on Don. Elisa Eleonora Papandrea, allieva del M° Corrado Romano, si è diplomata al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e ha perfezionato i suoi studi a New York al Mannes College of Music e al Royal College of Music di Londra. Appassionata interprete del repertorio da camera, si è esibita in prestigiose sale da concerto, tra le quali la Royal Opera House di Londra e il Gesellschaft für Musiktheater di Vienna.

Biglietto: intero 12 euro, ridotto 10 euro, soci AML 7 euro
Info: Associazione Musicale Lucchese tel. 0583 469960; Comune di Massarosa, Ufficio del Cittadino tel. 0584 979229 o Ufficio Cultura tel. 0584 979216
(comunicato stampa)
2 days ago | |
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Madama ButterflyTragedia giapponese in tre atti
MusicaGiacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924)

Libretto
Giuseppe Giacosa (Colleretto Giacosa, 21 ottobre 1847 – Ivi, 1 settembre 1906) e Luigi Illica (Castell’Arquato, 9 maggio 1857 – Piacenza, 16 dicembre 1919), dal dramma Madama Butterfly di David Belasco (San Francisco, 25 luglio 1853 – New York, 14 maggio 1931)
Prima rappresentazione:Milano, Teatro alla Scala, 17 febbraio 1904
PersonaggiMadama Butterfly [Cio-cio-san], giovane geisha giapponese (soprano)Suzuky, servente di Cio-cio-san (mezzosoprano)Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti, sposo di Butterfly (tenore)Kate Pinkerton, moglie americana di Pinkerton (mezzosoprano)Sharpless, console statunitense a Nagasaky (baritono)Goro, sensale di matrimoni (tenore)Il principe Yamadori, pretendente di Butterfly (tenore)Lo zio Bonzo (basso)Il commissario imperiale (basso)L’ufficiale del registro (basso)Yakusidé (basso)La madre di Cio-cio-san (mezzosoprano)La zia di Cio-cio-san (soprano)La cugina di Cio-cio-san (soprano)Dolore (bimbo mimo)
Parenti, amici e amiche di Cio-cio-san, servi

3 days ago | |
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AlziraTragedia lirica in un prologo e due atti
MusicaGiuseppe Verdi (Le Roncole, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901)
LibrettoSalvatore Cammarano (Napoli, 19 marzo 1801 – Ivi, 17 luglio 1852) dalla tragedia Alzire, ou les Américains di Voltaire [pseudonimo di François-Marie Arouet (Parigi, 21 novembre 1694 – Ivi, 30 maggio 1778)]
Prima rappresentazioneNapoli, Teatro San Carlo, 12 agosto 1845
Personaggi
Alvaro, governatore del Perù (basso) Gusmano, suo figlio (baritono) Ovando, duca spagnolo (tenore) Zamoro, capo di una tribù peruviana (tenore) Ataliba, capo di una tribù peruviana (basso) Alzira, figlia di Ataliba (soprano) Zuma, sorella di Alzira (mezzosoprano) Otumbo, guerriero americano (tenore)
Ufficiali e soldati spagnoli e americana
TramaLa vicenda si svolge in “Lima e in altre contrade del Perù” verso la metà del XVI secolo
PROLOGO – Il Prigioniero
Zamoro, capo di una tribù peruviana che si oppone all’oppressione spagnola, è invaghito della bella Alzira, figlia di Ataliba (a capo di un’altra tribù peruviana). Durante uno degli scontri Zamoro viene creduto morto; per vendicarsi, i Peruviani catturano l’anziano governatore Alvaro. Zamoro torna, però, all’improvviso e libera l’uomo. Quando Otumbo informa Zamoro che Alzira e suo padre Ataliba sono stati fatti prigionieri, questi decide di liberarla.
ATTO I – Vita per vita
Nel frattempo, Gusmano, figlio dell’ormai troppo vecchio Alvaro, ha preso il comando delle truppe spagnole e stipula una pace con le tribù, chiedendo la mano di Alzira. La ragazza, ancora fedele all’amato e certa che egli non è morto, rifiuta, resistendo alle pressioni del padre Ataliba, a cui Gusmano ha imposto di cercare di convincerla. Zamoro riesce a introdursi presso gli spagnoli e può riabbracciare Alzira, ma viene sorpreso e fatto arrestare da Gusmano. Alvaro intercede per il guerriero che gli aveva salvato la vita: Zamoro viene così liberato e può riunirsi alle sue truppe.
ATTO II – La vendetta di un selvaggio
Zamoro, caduto ancora prigioniero in uno scontro, viene condannato a morte: Alzira promette a Gusmano di concedersi se libererà l’amato. Zamoro riesce, però, a fuggire, travestendosi da soldato spagnolo; venuto a conoscenza dei preparativi per le nozze tra Gusmano e Alzira, ritorna al palazzo e riesce a pugnalare mortalmente l’odiato rivale. In punto di morte Gusmano si pente del male che ha fatto, rivela a Zamoro che Alzira aveva accettato le nozze solo per salvare Zamoro stesso, benedice la coppia e infine spira ricevendo dal padre un’ultima benedizione.
Fonti:giuseppeverdi200.gov.itDizionario dell’opera 2002 a cura di Piero Gelli, Baldini&Castoldi, Milano 2001
Adriana Benignetti
4 days ago | |
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Madama ButterflyTragedia giapponese in tre atti
MusicaGiacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924)



Libretto
Giuseppe Giacosa (Colleretto Giacosa, 21 ottobre 1847 – Ivi, 1 settembre 1906) e Luigi Illica (Castell’Arquato, 9 maggio 1857 – Piacenza, 16 dicembre 1919), dal dramma Madama Butterfly di David Belasco (San Francisco, 25 luglio 1853 – New York, 14 maggio 1931)
Prima rappresentazione:Milano, Teatro alla Scala, 17 febbraio 1904
PersonaggiMadama Butterfly [Cio-cio-san], giovane geisha giapponese (soprano) Suzuky, servente di Cio-cio-san (mezzosoprano) Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti, sposo di Butterfly (tenore) Kate Pinkerton, moglie americana di Pinkerton (mezzosoprano) Sharpless, console statunitense a Nagasaky (baritono) Goro, sensale di matrimoni (tenore) Il principe Yamadori, pretendente di Butterfly (tenore) Lo zio Bonzo (basso)Il commissario imperiale (basso)L’ufficiale del registro (basso)Yakusidé (basso)La madre di Cio-cio-san (mezzosoprano)La zia di Cio-cio-san (soprano)La cugina di Cio-cio-san (soprano)Dolore (bimbo mimo)
Parenti, amici e amiche di Cio-cio-san, servi
La trama (testo tratto da arena.it)
Atto I 
Su una collina presso Nagasaki, Goro, un sensale di matrimonio, mostra al tenente della marina americana Pinkerton la casa da questi acquistata ("per 999 anni") per la sua convivenza con Cio-Cio-San, la giovane geisha che sposerà fra poco. Nozze combinate al prezzo di 100 yen e all'uso giapponese: e ciò pure per 999 anni, salvo possibilità di proscioglimento ogni mese. All'ufficiale, Goro presenta Suzuki, serva di Cio-Cio-San. Arriva Sharpless, console americano a Nagasaki, al quale Pinkerton confessa che egli ama godere i piaceri della vita senza preoccuparsi dei rischi e delle virtù altrui. Sharpless non condivide questi frivoli concetti e, pur brindando con l'amico, lo sconsiglia dal contrarre il matrimonio. In lontananza si odono le voci di Cio-Cio-San e delle sue compagne: la geisha che Pinkerton ha soprannominato "Butterfly" si presenta con un seguito di parenti e di amiche manifestando la sua felicità. Le nozze vengono celebrate da un commissario imperiale giapponese; i festeggiamenti, ad avvenuta cerimonia, sono però bruscamente interrotti dall'intervento di un vecchio zio bonzo il quale, rilevato che sposando un occidentale Cio-Cio-San ha rinnegato la religione degli avi, maledice la nipote. Il parentado sfolla impressionato dalle parole del bonzo che hanno fatto piangere la "piccola Butterfly". Ma Pinkerton, intenerito, la consola e con affettuose espressioni la invita a godersi il fascino della notte stellata che s'avvicina. Il toccante duetto d'amore conclude l'atto.

Atto II 
Nella sua casa Butterfly ascolta le preghiere di Suzuki e, sempre fiduciosa nel ritorno di Pinkerton, lontano da tre anni, cerca di tranquillizzare la dubitante serva immaginando l'arrivo dell'amato ("Un bel dì vedremo..."). Alla presenza di Sharpless, Goro introduce il ricco principe Yamadori che da tempo la desidera in sposa. Ma lei rifiuta sdegnosamente e congeda il pretendente. Il Console è imbarazzato in quanto deve leggere a Cio-Cio-San una lettera nella quale Pinkerton annuncia le sue nuove nozze con una donna americana. La lettura della lettera viene spesso interrotta da Butterfly, sempre convinta del ritorno dello sposo. Sharpless, impietosito, non sa decidersi a dirle chiaramente la verità. Quando prova a farlo, lei gli mostra il figlioletto biondo avuto da Pinkerton, con il quale sarebbe costretta ad andare a mendicare per le strade se il marito non dovesse ritornare mai più. E al bimbo si rivolge con un tenero canto. Un colpo di cannone, l'annuncio dell'approdo di una nave, fa sussultare Butterfly che immediatamente guarda con un cannocchiale verso il mare: è la nave di Pinkerton! Cio-Cio-San adorna la casa di fiori e si prepara a vegliare, mentre inizia "l'interludio notturno". 
Atto III 
La notte è trascorsa in una vana attesa. L'alba sorge rosea. Suzuki convince Butterfly, affranta dalla stanchezza, ad andare a riposare con il bambino. Arriva Pinkerton, accompagnato dalla moglie Kate e da Sharpless, intenzionato a persuadere Cio-Cio-San ad affidargli il figlio. Ma quando apprende da Suzuki le sofferenze di Butterfly, il suo grande amore, la sua lunga fiduciosa attesa, manifesta il proprio rimorso ("Addio fiorito asil") e fugge. Cio-Cio-San rientra credendo di trovare lo sposo ma vede, invece, la donna americana e intuisce la verità. Comprende di essere stata abbandonata e che cosa si vuole da lei. Alla richiesta di Kate di affidare il bimbo alle sue cure, risponde che lo consegnerà al padre se verrà a prenderlo. Rimasta sola prende una spada, ne bacia la lama e si prepara al suicidio. Al figlioletto dedica un ultimo addio ("Tu piccolo Iddio"); quindi gli benda gli occhi e dietro un paravento si infligge il colpo mortale. Dall'esterno giunge l'angosciata voce di Pinkerton che chiama "Butterfly! Butterfly!". Quand'egli entra, con un ultimo gesto Cio-Cio-San gli indica il bambino e muore.
Adriana Benignetti

7 days ago | |
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StiffelioMelodramma in tre atti
MusicaGiuseppe Verdi (Le Roncole, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901)






LibrettoFrancesco Maria Piave (Murano, 18 maggio 1810 – Milano, 5 marzo 1876), dal dramma Le Pasteur, ou l’Évangile et le Foyer di Émile Souvestre (Morlaix, 15 aprile 1806 – Parigi, 5 luglio 1854) ed Émile Bourgeois (Morlaix, 12 marzo 1818 – Penzé-en-Taulé, 28 agosto 1847)
Prima rappresentazione: Trieste, Teatro Grande, 16 novembre 1850
Personaggi Stiffelio, ministro assasveriano (tenore) Lina, sua moglie (soprano) Stankar, vecchio colonnello conte dell’Impero e padre di Lina (baritono) Raffaele, nobile di Leuthold (tenore) Jorg, vecchio ministro (basso) Dorotea, cugina di Lina (mezzosoprano) Federico di Frengel, cugino di Lina (tenore)
Amici del conte, discepoli di Stiffelio, popolo assasveriano
L’azione si svolge in Germania presso il castello del conte di Stankar, sulle rive dello Salzbach, all’inizio del XIX secolo
ATTO I
Jorg, pastore uscente della setta degli Assasveriani, si augura che Dio ispiri il successore Stiffelio alias Rodolfo Müller, che rientra al castello del suocero Stankar dopo un viaggio. Senza leggerle, Stiffelio brucia nel caminetto alcune lettere che provano l’adulterio di una donna della comunità per dare l’esempio del perdono. La moglie Lina, travolta dal rimorso, decide di scrivere al marito per rivelargli che è lei l’adultera. Stankar, suo padre, entrando all’improvviso, la coglie sul fatto e le impone di nascondere al marito una verità così spaventosa. Nel frattempo Raffaele, il seduttore, fa scivolare una lettera per Lina nel messale. Jorg, non visto, si accorge della manovra ma, subito dopo, giunge un altro membro della comunità, Federico, che si appropria del libro: egli, equivocando, conclude che il seduttore è Federico e denuncia il fatto a Stiffelio. Il pastore gli sottrae il libro, strappando il sigillo. La lettera scivola a terra, ma prima che Stiffelio possa leggerla, Stankar se ne impossessa e la distrugge. Stankar sfida a duello Raffaele.
ATTO II
È notte e Lina attende Raffaele per l’ultimo incontro, nell’antico cimitero del castello. Vicino alla tomba della madre prova un grande senso di colpa. Sopraggiunge l’amante ed ella gli chiede indietro l’anello del marito. Nel frattempo, arriva anche Stankar, che sfida a duello il seduttore della figlia. Richiamato dal rumore delle spade, compare Stiffelio, che ordina ai contendenti di riconciliarsi nel nome di Dio. Appreso, però, dal suocero che Raffaele è il seduttore di Lina, afferra una spada e sfida il rivale. La donna non può fare nulla, ma si sente in lontananza un coro dal tempio. Inizia la funzione e tutti attendono Stiffelio. Combattuto tra l’istinto e la fede, egli sviene ai piedi della Croce.
ATTO III
Nel suo castello, Stankar è disperato e medita il suicidio: ma quando Jorg gli comunica che Raffaele sta tornando al castello per un colloquio con Stiffelio, decide di approfittarne per uccidere il seduttore. Stiffelio impone alla moglie di firmare un documento che sancisca il loro divorzio: in preda alla disperazione, Lina cede. Rimasto solo, Stiffelio si domanda come comportarsi col rivale, quando vede sopraggiungere Stankar con la spada insanguinata: il suocero ha ucciso Raffaele. Stiffelio si appresta a celebrare il culto e durante la funzione legge la storia dell’adultera. Al momento fatidico il pastore conclude la lettura del passo col perdono di Gesù, dichiarando in tal modo di aver perdonato la moglie.
Fonti:giuseppeverdi200.gov.itDizionario dell’opera 2002 a cura di Piero Gelli, Baldini&Castoldi, Milano 2001
Adriana Benignetti
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AlziraTragedia lirica in un prologo e due atti
MusicaGiuseppe Verdi (Le Roncole, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901)
LibrettoSalvatore Cammarano (Napoli, 19 marzo 1801 – Ivi, 17 luglio 1852) dalla tragedia Alzire, ou les Américains di Voltaire [pseudonimo di François-Marie Arouet (Parigi, 21 novembre 1694 – Ivi, 30 maggio 1778)]
Prima rappresentazioneNapoli, Teatro San Carlo, 12 agosto 1845
Personaggi
Alvaro, governatore del Perù (basso)Gusmano, suo figlio (baritono)Ovando, duca spagnolo (tenore)Zamoro, capo di una tribù peruviana (tenore)Ataliba, capo di una tribù peruviana (basso)Alzira, figlia di Ataliba (soprano)Zuma, sorella di Alzira (mezzosoprano)Otumbo, guerriero americano (tenore)
Ufficiali e soldati spagnoli e americana

8 days ago | |
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Domenica 20 luglio alle ore 21.15, nella bellissima chiesa di S. Pantaleone a Pieve a Elici, il pianista sarà protagonista del 3° appuntamento della 47aedizione del Festival


Una serata tutta dedicata al pianoforte quella che si terrà domenica 20 luglio alle ore 21.15, nella bellissima chiesa di S. Pantaleone, a Pieve a Elici, per un nuovo appuntamento con la quarantasettesima edizione del Festival di Musica da Camera delle Versilia, organizzato dall’Associazione Musicale Lucchese a dal Comune di Massarosa.

Sul palcoscenico della suggestiva pieve romanica incastonata nelle colline di Massarosa salirà Giuseppe Albanese, interprete molto conosciuto dall’affezionato pubblico che ogni anno segue con grande passione il Festival della Musica da Camera della Versilia. In programma la geniale sonata Fantasia in do maggiore op.17 di Robert Schumann, scaturita dalla tormentata storia del compositore con l’amata Clara; la poetica e a tratti impetuosa Sonata quasi una fantasia in do diesis minore op.27 n.2 "Al chiaro di luna" di Ludwig van Beethoven e, infine, la Fantasia in do maggiore D 760 op.15  "Wanderer", di Franz Schubert, opera composta nel 1822 e che conobbe per oltre un secolo un grandissimo successo in tutta Europa.    
                Giuseppe Albanese, giovane e talentuoso pianista calabrese, ha vinto importanti premi in tutta Europea, tra i quali il “Premio Venezia” (1997), il Premio speciale per la miglior esecuzione dell’opera contemporanea al “Busoni” di Bolzano, il primo premio al “Vendome Prize” (2003). Invitato per recital e concerti con orchestre da autorevolissime ribalte internazionali, ha suonato per tutte le più importanti stagioni concertistiche in Italia e all’estero. Si è distinto per essere stato l’unico pianista ad essere invitato a suonare in ben undici primarie Fondazioni Liriche: il Petruzzelli di Bari, il Comunale di Bologna, il Teatro Lirico di Cagliari, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il Teatro San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, l’Arena di Verona.
Biglietto: intero 12 euro, ridotto 10 euro, soci AML 7 euro
Per informazioni: Associazione Musicale Lucchese tel. 0583 469960, www.associazionemusicalelucchese.it; Comune di Massarosa, Ufficio del Cittadino tel. 0584 979229 o Ufficio Cultura tel. 0584 979216
(Comunicato stampa)

10 days ago | |
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Dal 18 luglio al 1° agosto, il balletto corale in 2 atti e 22 quadri creato da Lorca Massine nel 1988 sarà in scena per il “San Carlo Opera Festival”
«Il mio Zorba è l’eroe di un popolo d’avanguardia e il suo antenato potrebbe essere Dioniso. La sua identità anagrafica è inesistente, la voce della sua anima comanda, ordinandogli di vivere la bellezza della propria vita divorando il presente, dimenticando il passato, sorvolando il futuro. 
Rappresentare Zorba a Napoli dove sono cresciuto e a cui sono particolarmente legato ha per me un significato speciale. A Napoli la voglia di vivere si manifesta in quasi tutte le sue forme e so già che, nonostante migliaia di recite in 25 anni dalla sua creazione, una grande emozione mi regalerà il sipario dello storico Teatro di San Carlo quando si aprirà sul mio Zorba». Lorca Massine
Dopo due opere – Cavalleria Rusticana e Madama Butterfly – accolte con entusiasmo da critica e pubblico, il “San Carlo Opera Festival”, rassegna alla sua prima edizione, continua nel segno della danza. Venerdì 18 luglio (con repliche il 27 luglio e il 1° agosto) sarà, infatti, la volta di Zorba il Greco, balletto in due atti e ventidue quadri creato nel 1988 da Lorca Massine, con le musiche di  Mikis Theodorakis, e ispirato all’omonimo romanzo di Nikos Kazantzakis.
Il popolarissimo balletto – che ebbe come suo primo interprete il grande Vladimir Vassiliev – vedrà impegnati sul palco i primi ballerini, i solisti e Corpo di ballo del Teatro di San Carlo oltre a Orchestra e Coro (Maestro del coro Salvatore Caputo) diretti da Mikhail Agrest. Le scene sono di Nicola Rubertelli, i costumi di Giusi Giustino.
Lorca Massine è nato a New York da una famiglia di artisti. Inizia a studiare danza classica a dieci anni sotto la guida del padre, Léonide Massine e a quindici intraprende la carriera artistica alternando la danza classica con quella di carattere e con spettacoli di prosa. A diciassette anni comincia a dedicarsi alla coreografia formando una compagnia di balletto (European Ballet); un anno dopo entra nella compagnia di Béjart (Ballet du XXe Siècle) dove conosce tutti gli aspetti della danza moderna e la regia. Intraprende poi la carriera di coreografo scegliendo New York come punto di partenza: qui prepara un balletto per il Work Shop, la scuola del New York City Ballet il cui direttore, Balanchine, lo invita a far parte della sua compagnia. Lorca accetta e resta per più di tre anni collaborando alle coreografie di Balanchine, Jerome Robbins e altri. Da allora ha creato più di cinquanta spettacoli; dal 1981 al 1983 è stato direttore del ballo al Teatro dell'Opera di Roma; nel febbraio 1990 ha fondato a Lodz in Polonia la compagnia "Ballet Teatr De L'Est"; dal settembre 1991 è direttore del ballo al Teatro dell'Opera di Varsavia. I suoi balletti sono rappresentati nei teatri più noti: segnaliamo, tra gli altri, Esoterik SatieJack in the boxGaité Parisienne,La Boutique FantasqueMario e il MagoPulcinellaWork in progressFortepianissimo e Zorba il Greco, su musiche di Mikis Theodorakis creato per l'Arena di Verona nel 1988.
Biglietti a partire da 20 euroPer informazioni:0817972331 – 412 biglietteria@teatrosancarlo.itAdriana Benignetti 
10 days ago | |
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Il soprano italiano canterà “La Traviata” e “La Fille du régiment” dopo averinterpretato due recital in Giappone, a Osaka e Tokio
(Foto: © Outumuro-Fidelio Artist)

Dopo aver offerto due recital nelle città di Osaka (22 luglio) e Tokyo (25 luglio), in Giappone, un paese in cui è stato applaudita in numerose occasioni, Desirée Rancatore inizierà la nuova stagione alternando dramma e commedia con due dei suoi personaggi preferiti, la sofferta protagonista de “La Traviata”, Violetta Valéry, e la vivace Marie de “La Fille du régiment”.


Nel mese di settembre, la diva italiana sarà in Spagna per entrare nei panni della cortigiana di Verdi, inaugurando la nuova Stagione Lirica della città di A Coruña (4 e 6 settembre). In quest’occasione condividerà il palcoscenico con due vecchi compagni d’avventura, amici oltre che colleghi, il tenore Celso Albelo e il baritono Leo Nucci. L’opera verrà presentata in una nuova produzione con la regia teatrale di Mario Pontiggia e la direzione musicale di Ramón Tébar. L’Orchestra Sinfónica di Galicia e il suo Coro accompagneranno gli artisti in uno degli eventi più attesi della stagione operistica spagnola.
Successivamente, Desirée Rancatore tornerà nella sua città natale, Palermo, dove sarà la protagonista de “La Fille du régiment”, di Donizetti, al Teatro Massimo dal 17 al 24 settembre. Anche in quest’impegno palermitano accanto a lei ci sarà il tenore spagnolo Celso Albelo, mentre la regia sarà di Franco Zeffirelli e la direzione d’orchestra di Piero Monti.

Nel mese di ottobre, invece, Desirée Rancatore interpreterà la sua affascinante Marie davanti al pubblico del Teatro Real di Madrid, in una produzione di Laurent Pelly del titolo donizettiano.
Per maggiori informazioni:DesiréeRancatoreAmigos de la Ópera de A CoruñaTeatroMassimo di PalermoTeatroReal di Madrid
(Comunicato stampa)
11 days ago | |
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Morto in Virginia, per le complicazioni di una polmonite, Lorin Varencove Maazel (Neuilly-sur-Seine, 6 marzo 1930 – Castleton Farms, 13 luglio 2014) 


«Da ragazzo suonavo il violino e dirigevo come se fosse stato un gioco, per me era come respirare, la cosa più naturale possibile, è un dono speciale che si è mostrato molto presto. 
Sono stati i musicisti e i miei genitori a notarlo;?io volevo fare lo scrittore, ma non ci sono riuscito perché, dopo l’università, per sostituire un direttore d’orchestra mi sono trovato di nuovo sulla pedana, e così sempre, ogni volta dicendo che sarebbe stata l’ultima volta. È stata la carriera scelta per me dal destino. A guardare mia figlia, che è una scrittrice e si chiude per molto tempo a scrivere senza vedere nessuno, con lo stress di trovare l’editore adatto, sono felice di non aver vissuto questa vita da scrittore. Come tutti i musicisti ho avuto anche io il problema di farmi una carriera, ed ora mi occupo molto dei giovani che, in ogni campo, trovano difficoltà nel farsi strada. Il giovane musicista deve affrontare difficoltà che in fondo non hanno niente a che fare con la professione scelta, ma questa è l’arena umana, e succede a tutti. Diciamo che non mi lamento di niente, ho avuto una vita molto ricca, piena di gioia e di sfide». (Lorin Maazel ad Anna Maria Branca, specchioeconomico.com)




«Mi trovavo a New York, a dirigere l’orchestra di Arturo Toscanini. E durante la prova, credo di aver diretto una sinfonia di Mozart, il maestro Toscanini venne nel camerino, mi guardò e disse “Dio ti benedica!” “God bless you”, in inglese, e questo mi fece una grande impressione: un eroe, io un piccolino, un ragazzo, amavo naturalmente la musica, ma ne sapevo ben poco e trovandomi davanti ad un maestro, il più grande maestro di tutti i maestri di tutti i tempi, sentii un’emozione enorme». (Lorin Maazel a Paola Perego, attimo-fuggente.com)


«Per suonare bene il violino bisogna lavorare molto perché è un’attività fisica. Ed è stata, per me, un’esperienza viscerale tirar fuori dal violino un bel suono, perché il violino è come la voce umana, e anzi è qualcosa di più. Per dirigere l’orchestra c’è sempre un po’ di ansia, anche perché sono altri che suonano, quindi è una musica «di seconda mano». Invece la composizione è uno strazio totale perché non si è mai soddisfatti, è una ricerca continua per migliorare la frase, il ponte, la transizione, lo sviluppo dei temi. Si fa sempre meglio, ma non basta mai. Io non voglio più rivedere la mia partitura, ed è per questo che molto raramente eseguo la mia musica, perché è una continua frustrazione in quanto si vorrebbe fare ancora meglio. Ma diciamo che con il tempo avrò il mio posto nella storia. La mia opera “1984”, basata sull’omonimo romanzo di George Orwell, premiata al Coven Garden ed eseguita alla Scala, riguarda temi molto attuali come lo spionaggio e il Grande fratello: siamo sprovvisti di quelle libertà che dovrebbero far parte del patrimonio civile. Poi ho scritto tre pezzi per solisti, musica per violino e per orchestra, musica per flauto e orchestra, musica per violoncello e orchestra, e un pezzo sinfonico tragico, “Farewell’s”, oltre ad altre narrazioni brevi a base di soggetti molto più leggeri, anche perché di natura sono abbastanza ottimista, solare, e sono grato per ogni giorno che vivo».  (Lorin Maazel ad Anna Maria Branca, specchioeconomico.com)



Biography (©maestromaazel.com)For over five decades, Lorin Maazel has been one of the world’s most esteemed and sought-after conductors. In spring 2011, he completed his fifth and final season as the inaugural Music Director of the spectacular, Santiago Calatrava-designed opera house in Valencia, Spain, the Palau de les Arts Reina Sofia. Music Director of the New York Philharmonic from 2002 to 2009, he assumes the same post with the Munich Philharmonic at the start of the 2012/13 season. He is also the founder and Artistic Director of a new festival based on his farm property in Virginia, the Castleton Festival, launched to exceptional acclaim in 2009 and expanding its activities nationally and internationally in 2011/12 and beyond.
Maestro Maazel’s 2010/11 season was highlighted by productions of Aïda and his own opera 1984 at the Palau de les Arts; two concerts with the newly formed resident orchestra of China’s National Center for the Performing Arts in Beijing; a NewYear’s eve marathon concert of all nine Beethoven symphonies in Tokyo; and return appearances with the Royal Concertgebouw Orchestra and the Boston Symphony Orchestra. He completed a Mahler cycle in London with the Philharmonia (for the Mahler centennial year of 2011) in addition to touring extensively with the Orchestra in Europe. In September 2010, he marked the 100th anniversary of the première of Mahler’s Eighth Symphony at the Ruhr Festival conducting the work with forces numbering in excess of 1,000 performers. In March 2011, he took two Castleton Festival Opera productions to Berkeley, California (Cal Performances) for the West Coast début of the company, with Britten’s Rape of Lucretia and Albert Herring. In August 2011 he conducted an all-Beethoven Festival in Rio de Janeiro, Brazil. On 31 December 2011 he will conduct the first New Year’s Concert – televised live for a world-wide audience – in Beijing, China. In February 2012 Mr. Maazel embarks on a Scandinavian-American Tour with the Vienna Philharmonic celebrating their 50-year long collaboration.


Maestro Maazel is also a highly regarded composer, with a wide-ranging catalogue of works written primarily over the last dozen or so years. His first opera, 1984, based on George Orwell’s literary masterpiece, received its world première at the Royal Opera House, Covent Garden, in May 2005.
A revival of 1984 took place at La Scala, Milan, in May 2008, and a Decca DVD of the original London production was released that same month.


A second-generation American born in Paris, Lorin Maazel began violin lessons at the age of five, and conducting lessons at seven. He studied with Vladimir Bakaleinikoff and appeared publicly for the first time aged eight. Between the ages of nine and 15, he conducted most of the major American orchestras, including the NBC Symphony at the invitation of Toscanini. At 17, he entered the University of Pittsburgh to study languages, mathematics and philosophy. In 1951 he went to Italy on a Fulbright Fellowship to further his studies, and two years later made his European conducting début, stepping in for an ailing conductor at the Massimo Bellini Theatre in Catania, Italy. He quickly established himself as a major artist, appearing at Bayreuth in 1960 (the first American to do so), with the Boston Symphony in 1961, and at the Salzburg Festival in 1963.


In 72 years on the podium, Maestro Maazel has conducted nearly 200 orchestras in no fewer than 7,000 opera and concert performances. He has made over 300 recordings, including symphonic cycles/complete orchestral works of Beethoven, Brahms, Debussy, Mahler, Schubert, Tchaikovsky, Rachmaninov and Richard Strauss, winning ten Grands Prix du Disques.
During his music directorship of the New York Philharmonic Maestro Maazel conducted the orchestra on their landmark visit to Pyongyang, North Korea on 26 February 2008. Maestro Maazel has been Music Director of the Symphony Orchestra of the Bavarian Radio (1993–2002), Music Director of the Pittsburgh Symphony (1988–96); General Manager, Artistic Director and Principal Conductor of the Vienna State Opera (1982–84) – the first American to hold that position; Music Director of The Cleveland Orchestra (1972– 82); and Artistic Director and Chief Conductor of the Deutsche Oper Berlin (1965–71). His close association with the Vienna Philharmonic includes 11 internationally televised New Year’s Concerts from Vienna.


Alongside his prodigious performing activity, Maestro Maazel has found time to work with and nurture young artists, based on his strong belief in the value of sharing his experience with the next generation(s) of musicians. He founded a major competition for young conductors in 2000, culminating in a final round at Carnegie Hall two years later, and has since been an active mentor to many of the finalists. In 2012 he will be President of the Malko Conductor’s Competition Jury in Copenhagen. Through his Châteauville Foundation, in Castleton, Virginia, he has created a new Festival and training program for young artists, bringing together aspiring singers, instrumentalists and conductors to work in an intensive, collaborative environment, with guidance from senior artists and mentors.

Per la biografia in italiano vedi QUI
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