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Adriana Benignetti
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La pianista aprirà il Festival domenica 5 luglio alle 21.15 con musiche di Rameau, Debussy e Chopin


Saranno le musiche di Rameau, Debussy e Chopin eseguite dalla pianista Jin Ju a dare il via, domenica 5 luglio alle 21.15, all’edizione 2015 del Festival da camera della Versilia, la rassegna musicale organizzata dall’Associazione Musicale Lucchese e dal Comune di Massarosa nella stupenda cornice dalla chiesa romanica di Pieve a Elici. Un appuntamento estivo imperdibile, da 48 anni a questa parte, per gli appassionati di musica classica.

Quello di Jin Ju è un graditissimo ritorno a Pieve a Elici. La talentuosa pianista, infatti, si è già esibita nella chiesa di S. Pantaleone nel 2011, poco dopo essere salita alla ribalta mondiale grazie all’incredibile performance nella Sala Nervi, nella Città del Vaticano, dove ha suonato sette pianoforti d’epoca, dagli inizi del sec. XIX ai nostri giorni, per Sua Santità Benedetto XVI. Premiata in prestigiosi concorsi internazionali quali il Cajkovskij di Mosca e il Queen Elizabeth di Bruxelles, Jin Ju si è esibita nelle più importanti sale da concerto in Europa, America, Asia e Oceania. Collabora stabilmente con varie istituzioni musicali e tiene regolarmente lezioni e masterclass in Cina, Europa e Stati Uniti.
Di Jean-Philippe Rameau, considerato da molti il più importante operista francese, Jin Ju suonerà la Gavotte avec les Doubles de la Gavotte in la minore. Il programma proseguirà con la prima serie di Images di Claude Debussy, tre pezzi che sembrano quasi tradurre in suono le innovazioni tecniche ed espressive dei maestri della pittura di fine Ottocento e per questo considerati come prototipi del cosiddetto “impressionismo” musicale del genio francese. Sempre di Debussy, Jin Ju eseguirà i Sei Studi, parte delle dodici composizioni scritte nell’estate del 1915 e dedicate a Chopin. Il concerto si chiuderà con quattro opere di Fryderyk Chopin, universalmente riconosciuto come grande innovatore dell’armonia e pianista dalla tecnica così originale da riuscire a utilizzare lo strumento quasi come una voce umana. Di Chopin Jin Ju suonerà le Tre mazurche Op. 59, i Due Notturni Op. 62Barcarola in fa diesis maggiore Op. 60 e Polacca-Fantasia in la bemolle maggiore Op. 61.
Il costo del bigliettointero è di 12 euro, il ridotto 10 euro mentre per i soci dell’AML è di 7 euro.
Per informazioniAssociazione Musicale Lucchese tel. 0583 469960 oppure Comune di Massarosa, Ufficio del Cittadino tel. 0584 979229 o Ufficio Cultura tel. 0584 979216.


(comunicato stampa)
2 days ago | |
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«12 studi per pianoforte» di F. Chopin op. 25

Fryderyk ChopinZelazowa Wola, 1810 – Parigi, 1849 (Foto: liberolibro.it)


Come potrebbe mancare nella nostra Rivista colui che così spesso abbiamo indicato come una stella rara nelle tarde ore della notte? Dove vada e conduca la sua strada, quanto sia lunga e splendente, chi sa dire? Ogni volta si è mostrato sempre con lo stesso ardore profondo, con lo stesso centro di luce, con la stessa finezza, sì che un bambino l’avrebbe potuto riconoscere. Ho avuto la fortuna di sentire questi studi per la maggior parte da Chopin stesso; «li suona molto alla Chopin» mi bisbigliò Florestano nell’orecchio.


S’immagini un’arpa eolia che abbia tutte le gamme sonore e che la mano d’un artista le mescoli in ogni sorta d’arabeschi fantastici, in modo però da udire sempre un suono grave fondamentale e una morbida nota alta; s’avrà così press’a poco un’immagine del modo di sonare di Chopin. Nessuna maraviglia perciò se i pezzi che son piaciuti di più siano quelli che abbiamo udito da lui, e così sia citato sopra tutti quello in la bemolle maggiore, ch’è più una poesia che uno studio. Sbaglierebbe chi pensasse ch’egli facesse udire chiaramente ognuna delle piccole note; si sentiva piuttosto un’ondulazione dell’accordo in la bemolle maggiore, rinnovato di tempo in tempo dal pedale, ma attraverso le armonie si distinguevano melodie dai suoni ampi, meravigliosi; una volta sola, a metà del pezzo, si sentiva chiara fra gli accordi una voce di tenore, insieme al canto principale. 
Finito lo studio, si prova l’impressione di chi si vede sfuggire una beata immagine apparsa in sogno e che, già mezzo sveglio, vorrebbe ancora trattenere; dopo di ciò si può dire ancora ben poco in fatto di lode. Chopin passò poi subito all’altro studio in fa minore, il secondo del volume: anche questo, per la sua caratteristica si scolpisce indimenticabilmente nella mente, così grazioso, fantastico e lieve, un po’ come il canto d’un bimbo nel sonno. Seguì poi lo studio in fa maggiore, bello ancora, ma meno nuovo nel carattere che non nel disegno; qui importava soprattutto di mostrare la bravura, la più amabile invero e dovremmo molto complimentare il maestro… Ma a che serve, descrivere colle parole?
Questi studi indicano una volta di più quale audace forza creatrice sia posta in lui: veri quadri poetici, non senza qualche piccola macchia nei particolari, ma nell’insieme sempre possenti e afferranti. Tuttavia la mia opinione più sincera, a non volerla tacere, è che l’importanza totale mi pare maggiore nella prima grande raccolta. Questo però non può dare il minimo sospetto d’una diminuzione della natura artistica di Chopin o di un indietreggiamento, perché gli studi testè apparsi sono stati composti quasi tutti insieme ai primi e soltanto qualcuno (cui si riconosce una più grande maestria, come il primo in la bemolle magg. e l’ultimo, magnifico, in do minore) è più recente. Che il nostro amico crei ora, in generale, assai poco e opere di piccole mole, è purtroppo anche vero e ben può dirsi che le distrazioni di Parigi n’abbiano un po’ colpa. Ammettiamo piuttosto, che dopo tante tempeste un’anima di artista abbia bisogno di qualche riposo e che poi forse, nuovamente fortificato, tenda ai lontani soli, che il genio sempre ci discopre.
Eusebio
Robert Schumann
 Zwickau, 1810 – Bonn, 1856 
(Foto: sapere.it)

Adriana Benignetti


(Robert Schumann, La musica romantica, a cura di Luigi Ronga, Einaudi Editore, Torino 1970, pp. 57-58)


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Sabato 4 luglio alle 21.15, il coro femminile J. S. Bach sarà protagonista della rassegna organizzata dalla Polifonica Lucchese per celebrare la festa di San Paolino

Il coro femminile J. S. Bach è il protagonista della XXXI edizione della Rassegna di musica sacra che la Polifonica Lucchese organizza per sabato 4 luglio alle 21.15 nella chiesa di San Paolino. La corale pisana, diretta da Brunetta Ulivieri Carmignani, eseguirà alcuni brani vocali che spaziano dal canto monodico gregoriano alla polifonia del XX secolo.

Nato nel 1994 come coro misto specializzato nell’esecuzione del repertorio bachiano, nel 2005 il gruppo J.S. Bach si trasforma in coro femminile a cappella iniziando ben presto a riscuotere notevoli successi di critica e di pubblico per la qualità vocale e per la puntualità interpretativa.
Il concerto è promosso dalla Polifonica Lucchese e dal maestro Egisto Matteucci che dal 1984 organizzano la Rassegna di musica sacra dedicata a San Paolino, santo patrono di Lucca. Nel corso degli anni la manifestazione ha visto esibirsi cori e gruppi musicali italiani e stranieri, professionisti e dilettanti, con repertori tradizionali e non, che hanno offerto momenti di buona musica al pubblico affezionato e ai turisti che in estate visitano la città.
Il concerto è a ingresso gratuito.
(comunicato stampa)

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Alban Berg
(Vienna, 9 febbraio 1885 - Ivi, 24 dicembre 1935)
Inchiesta sul jazzA Ostpreu?ische Zeitung                                                                Königsberg
                                                               22.9.27


Se si ammette – e si deve farlo – che il jazz è la musica di danza di oggi, che ha soppiantato quella precedente e che continuerà a esistere finchè a sua volta non sarà sostituita da un’altra musica da danza, le vostre tre domande trovano da sé la propria risposta, come segue:ad 1) «Opere e sinfonie jazz» non sono «creazioni del futuro», come non ci sono mai state opere in valzer e sinfonia alla polka. Esiste però
ad 2) «la possibilità di uno stimolo» per la musica seria contemporanea, come è avvenuto in tutti i tempi: la musica da danza del momento esercita un influsso sulla musica seria. Dunque
ad 3) «un pericolo per la nostra cultura musicale» non deriva dalla musica jazz in se stessa, ma può provenire da chi ne fa un cattivo uso – come avviene per tutti i mezzi artistici.
Si autorizza la pubblicazione con il preciso rispetto del testo, anche di quanto è tra virgolette (compresa la divisione in capoversi, l’interpunzione, ecc.).
(Testo tratto da: Alban Berg, Suite Lirica, a cura di Anna Maria Morazzoni, il Saggiatore, Milano 1995)
Adriana Benignetti
3 days ago | |
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Messa da Requiem per soli, coro e orchestra (1874)







José van Dam;Agnes Baltsa;
Anna Tomowa-Sintow;
direttore Herbert von Karajan


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Un cast formato da Gregory Kunde, Olga Peretyatko (appena premiata con l’Abbiati) e Juan Diego Flórez riporta alla Scala il capolavoro di Rossini. Dirige Muhai Tang; lo spettacolo è firmato da Jürgen Flimm, a partire da scenografie disegnate da Anselm Kiefer  

Va in scena al Teatro alla Scala dal 4 al 24 luglio Otello di Gioachino Rossini, la cui ultima esecuzione nella sala del Piermarini risale al settembre del 1870. La nuova produzione scaligera schiera nei ruoli principali Gregory Kunde (Otello), Olga Peretyatko (Desdemona), Juan Diego Flórez (Rodrigo) e Edgardo Rocha (Jago); lo spettacolo di Jürgen Flimm si sviluppa a partire da un’idea scenografica di Anselm Kiefer, l’orchestra è diretta da Muhai Tang.

Jürgen Flimm è una figura maggiore del teatro d’opera di prosa europeo: i suoi lavori, realizzati a fianco di grandi musicisti tra cui ricorre la figura di Nikolaus Harnoncourt, sono stati rappresentati alle Opere di Vienna e Berlino, al Metropolitan e al Covent Garden. Per il Festival di Salisburgo ha firmato una nuova produzione del Ring di Wagner nel 2000, e gli spettatori scaligeri ricordano il suo Wozzeckche dopo aver debuttato nel 1997 con Sinopoli ed essere tornato con Conlon e Gatti, chiuderà la stagione 2014/2015 con la direzione di Ingo Metzmacher.
Flimm firma anche le scenografie, realizzate a partire dai bozzetti di uno dei più significativi artisti viventi, Anselm Kiefer, noto ai milanesi anche per la sua spettacolare installazione permanente I sette palazzi celestiall’Hangar Bicocca. Kiefer si è avvicinato al mondo della musica con alcune tele ispirate a Richard Wagner negli anni ‘70 per poi dedicarsi a diversi progetti scenografici tra cui la memorabile Elektradi Strauss realizzata al San Carlo di Napoli nel 2003 con la regia di Klaus Michael Gruber e la prima assoluta di Am Anfang di Jörg Widmann all’Opéra di Parigi nel 2009.
Sul podio Muhai Tang: nato e diplomato a Shanghai ma perfezionatosi a Monaco, Tang viene invitato per la prima volta a dirigere i Berliner Philharmoniker da Karajan nel 1984 e ricopre posizioni stabili alla Gulbenkian di Lisbona, alla Filarmonica delle Fiandre, alla Finnish Opera e alla Zürcher Kammerorchester. Tra i suoi impegni recenti ricordiamo proprio Otello di Rossini all’Opera di Zurigo nella messa in scena di Moshe Leiser e Patrice Caurier con Cecilia Bartoli, da cui è stato tratto un dvd Decca (2014).
Il castCostruito sulle possibilità di tre dei maggiori cantanti dell’epoca di Rossini, Otello presenta la distribuzione vocale consueta al Rossini degli anni napoletani, in cui una figura femminile centrale è attorniata da due o più ruoli tenorili di spiccato virtuosismo.
Desdemona alla Scala è Olga Peretyatko, fresca vincitrice del Premio Abbiati della Critica Italiana e interprete rossiniana autorevole. Nata a San Pietroburgo, la Peretyatko si è affermata all’Opera di Amburgo e al Festival rossiniano di Pesaro prima di calcare i maggiori palcoscenici internazionali, da Salisburgo alla Scala, dove è stata protagonista l’anno scorso de “Una sposa per lo zar” di Rimskij-Korsakov diretta da Daniel Barenboim. È in uscita per Sony il suo nuovo cd interamente dedicato a Rossini.  
Gregory Kunde, affermatosi tra i più validi tenori rossiniani già negli anni ’90 interpretando numerosissimi titoli tra cui anche Otello, ha successivamente ampliato il suo repertorio fino a imporsi come autorevole Otello di Verdi. Oggi ritorna alla lettura belcantistica della tragedia shakespeariana dopo essere stato un applauditissimo Enée ne Les Troyens di Berlioz diretto da Antonio Pappano l’anno scorso alla Scala (dove ha cantato anche in Stabat Mater, Don Giovanni, Don Pasqualee Armide con Riccardo Muti, La sonnambula con Maurizio Benini).
Rossini e il suo librettista affidano un ruolo di primissimo piano a Rodrigo, la cui aria “Che ascolto ohimè che dici” è uno dei momenti più attesi dell’opera. Soprattutto se a cantarlo è un grande rossiniano come Juan Diego Flórez: al Piermarini ha debuttato il 7 dicembre 1996 come Chevalier Danois in Armide di Gluck diretta da Riccardo Muti, tornando subito dopo come Fenton in Falstaff, sempre con Muti, e quindi ne Il cappello di paglia di Firenze di Rota, Il barbiere di Siviglia (con Riccardo Chailly nel ’99), Nina o sia la pazza per amore di Paisiello (sempre 1999, con Riccardo Muti), La sonnambula (2001, accanto a Nathalie Dessay), L’italiana in Algeri (2003), La Cenerentola (2005), La fille du régiment (2007), La donna del lago(2011 con Roberto Abbado), Le Comte Ory(2014).
Il terzo tenore del cast, nella parte di Jago, è il giovane uruguayano Edgardo Rocha, che ha mosso i primi passi in Italia al Festival della Valle d’Itria, al Maggio Fiorentino e all’Opera di Roma prima di debuttare all’Opernahus di Zurigo, alla Staatsoper di Vienna, agli Champs-Elysées a Parigi e ora alla Scala. Elmiro, padre di Desdemona, è il basso parmigiano Roberto Tagliavini, che alla Scala è già stato Lord Sidney ne Il viaggio a Reims, il Re in Aida e Ferrando ne Il trovatore, mentre la confidente Emilia ha la voce di Annalisa Stroppa.
L’opera
Otello, su libretto di Francesco Berio di Salsa, presentato per la prima volta al Teatro del Fondo il 18 gennaio 1817, è la seconda opera napoletana di Rossini, facendo seguito a Elisabetta, regina d’Inghilterra che fu commissionata al pesarese da Domenico Barbaja per il Teatro di San Carlo. Il cast della prima comprendeva il grande soprano Isabella Colbran (che Rossini avrebbe sposato nel 1822 e sulle cui caratteristiche vocali gli studiosi si esercitano da decenni) e nelle parti maschili i due leggendari tenori che dominavano le scene in quegli anni: il bergamasco Andrea Nozzari, baritenore dal timbro brunito per cui Rossini scrisse 9 ruoli da protagonista (Leicester nell’Elisabetta, Otello, Rinaldo in Armida, Osiride nel Mosé, Agorante in Ricciardo e Zoraide, Pirro in Ermione, Rodrigo ne La donna del lago, Paolo Erisso nel Maometto e Antenore in Zelmira), e il napoletano Giovanni David, sulle cui qualità vocali sono ritagliate anche le parti di Ricciardo in Ricciardo e Zoraide, Oreste in Ermione, Uberto ne La donna del lago e Ilo in Zelmira. La Colbran fu ispiratrice e prima interprete delle eroine femminili di tutte le opere sopra citate. Tra il 1815 e il 1822 Rossini scrive dunque per una compagnia ricorrente, in cui accanto alla protagonista femminile svettano due voci di tenore fortemente caratterizzate, e per un’orchestra di grandi possibilità come quella di Napoli.
A Napoli Rossini attraversa una fase di maggiore libertà nella scelta delle fonti e degli argomenti, che al mondo classico e antico accostano ora paesaggi nordici e nuove sensibilità romantiche accogliendo tra i testi ispiratori Shakespeare (appunto Otello, che accoglie anche alcuni versi di Dante) ma anche Walter Scott (La donna del lago). È tuttavia la struttura stessa dell’opera a giovarsi delle nuove possibilità offerte da Napoli: la concatenazione di numeri che compone il finale di Otello costituisce una scena unica di notevole complessità: ritroveremo la stessa forma nel grande finale di Ermione. Nel contempo la scrittura orchestrale si fa più ricca, fino ad accogliere echi beethoveniani (lo si era già visto nella scena del carcere dell’Elisabetta). Tante novità erano destinate a sorprendere e a colpire letterati e musicisti. Stendhal ebbe reazioni contrastanti, rimproverando compositore e librettista di non aver saputo mostrare abbastanza l’amore tra Otello e Desdemona, in modo da giustificare la successiva esplosione della gelosia, ma addossando in ultima analisi la responsabilità sul poeta: “Nell’Otello, – scrive nella Vita di Rossini – elettrizzati dai canti meravigliosi, trasportati dalla bellezza incomparabile del soggetto, rifacciamo noi stessi il libretto”. Un libretto che a noi pare certo debole dal punto di vista letterario, ma almeno lineare dal punto di vista drammaturgico.
Anche Schubert interviene su Otello scrivendo all’amico Anselm Hüttenbrenner, compositore e pianista: “Non puoi negargli un genio straordinario: l’orchestrazione è spesso estremamente originale e anche le parti vocali, a parte le solite galoppate italiane e alcune reminiscenze di Tancredi”. Più tardi, ormai soppiantato sulle scene dall’omologo verdiano, l’Otello di Rossini diviene una bandiera di posizioni antiromantiche di stampo nicciano (ma già Schopenhauer scriveva: “quando si è abituati a sentire Rossini qualunque altra musica diventa pesante”) e neoclassicista, comunque accomunate da una visione semplicistica del pesarese, ridotto ai termini di un razionalismo cinico, settecentista e magari volterriano (proprio lui, notoriamente devotissimo). “Rossini – scrive Alberto Savinio nella sua Scatola Sonora – di cui mai il fiato dell’anima appanna la gelida tersità”; mentre il fratello, Giorgio de Chirico, lo proponeva come antidoto ai turgori del corrispettivo verdiano. Occorrerà la “Rossini Renaissance” degli anni ‘70 e ‘80 (ma la prima incisione discografica risale al 1960, con Virginia Zeani) per collocare Otello nel contesto specifico degli anni napoletani e nel percorso complessivo del compositore, e restituire all’ascoltatore la complessità e singolarità di un’opera straordinaria.
Teatro alla Scala, MilanoStagione d’Opera e Balletto 2014~2015
4, 7, 10, 14, 17, 20, 24 luglio 2015
sabato 4 luglio 2015 ore 20 ~ prima rappresentazionemartedì 7 luglio 2015 ore 20 ~ turno Avenerdì 10 luglio 2015 ore 20 ~ turno Emartedì 14 luglio 2015 ore 20 ~ turno Cvenerdì 17 luglio 2015 ore 20 ~ turno Dlunedì 20 luglio 2015 ore 20 ~ turno Bvenerdì 24 luglio 2015 ore 20 ~ ScalAperta
OTELLOossia Il moro di Venezia
Dramma per musica in tre attidi  GIOACHINO ROSSINI
Libretto di Francesco Berio di Salsa
Prima rappresentazione: Napoli, Teatro del Fondo, 4 dicembre 1816Prima rappresentazione al Teatro alla Scala: 3 settembre 1823
Edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro in collaborazione con Casa Ricordi, Milanoa cura di M. Collins
Nuova produzioneIn coproduzione con la Staatsoper di Berlino
Direttore  MUHAI TANGRegia  JÜRGEN FLIMMScene JÜRGEN FLIMMda un’idea di ANSELM KIEFERCostumi  URSULA KUDRNALuci  SEBASTIAN ALPHONS
Personaggi e interpreti principali
    Otello                                Gregory Kunde    Desdemona                     Olga Peretyatko    Rodrigo                             Juan Diego Flórez    Jago                                  Edgardo Rocha    Elmiro Barberico                         Roberto Tagliavini
Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Maestro del Coro BRUNO CASONI
Prezzi: da 230,00 a 14,00 euroPrezzi recita ScalAperta: da 115,00 a 7,00 euro
Per informazioni: 02 72 00 37 44, www.teatroallascala.org

(comunicato stampa)
5 days ago | |
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Domenica 5 luglio, nella chiesa di S. Pantaleone a Pieve a Elici, la pianista Jin Ju inaugura la nuova attesissima edizione del “Festival di musica da camera della Versilia”


Sarà la pianista Jin Ju con un programma dedicato alla musica di Rameau, Debussy e Chopin a dare il via, domenica 5 luglio, alla quarantottesima edizione del Festival da camera della Versilia, nella splendida cornice della chiesa romanica di S. Pantaleone, a Pieve a Elici.



La manifestazione è stata presentata lo scorso 19 giugno da Federico Pierucci, consigliere delegato alla cultura, dal presidente dell’Aml Marcello Parducci e da Simone Soldati, direttore artistico dell’Associazione, nella sala del consiglio del Comune di Massarosa, organizzatore della rassegna insieme all’Associazione Musicale Lucchese, con la collaborazione di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Banca di Credito Cooperativo della Versilia, Garfagnana e Lunigiana, Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, Asa Group, Salt, Lucar TM concessionario Toyota, Welcome Italia, Olio Rocchi e Studio medico Santa Apollonia. 
Quest’anno il Festival si fregia del patrocinio di Expo 2015 e della media partnership di Amadeus, prestigioso magazine musicale italiano, e di Rai Radio Tre.
«Torna un appuntamento con eccellenze assolute, conosciuto dentro e fuori i confini della Versilia – dice Pierucci – per l’altissimo livello artistico che ogni anno propone. Un’occasione speciale per apprezzare musicisti d’eccellenza e, al contempo, il nostro bellissimo territorio».
«La conferma del grande livello del Festival arriva dalla media partnership di Amadeus e Rai Radio Tre. Interpreti e programmi sono di livello assoluto», aggiunge Parducci, al quale il direttore artistico dell’Aml, Simone Soldati, rivolge un ringraziamento particolare: «È grazie al suo lavoro straordinario se anche quest’anno a Pieve a Elici siamo in grado di proporre un cartellone straordinario per un evento che ormai è divenuto un riferimento a livello nazionale».
Al recital di Jin Ju seguiranno altri otto attesissimi concerti per quello  che si conferma uno degli appuntamenti più attesi tra quelli proposti  in Versilia e una delle manifestazioni estive di riferimento a livello nazionale.
A esibirsi sul palco della bellissima chiesa di S. Pantaleone troveremo Pavel Berman al violino e Roberto Arosio al pianoforte (domenica 12 luglio, musiche di Grieg, Chausson, Schumann e Weinawski); Simone Soldati al pianoforte ed Enrico Bronzi al violoncello ( domenica 19 luglio con musiche di Bach e Beethoven); Mariangela Vacatello, che a Pieve a Elici ha debuttato con grande successo  nel 2013 e che domenica 26 luglio interpreterà  musiche di Schumann, Chopin, Liszt e Ginastera.
Il 2 agosto sarà la volta del violino di Cristiano Rossi e del pianoforte di Bruno Canino entrambi storici amici del Festival con musiche di Mozart, Brahms e Beethoven. Il concerto di  sabato 8 agosto riunisce, straordinariamente, a Pieve a Elici tre grandi musicisti del nostro tempo; Lorenza Borrani al violino, Mario Brunello al violoncello e Andrea Lucchesini al pianoforte saranno insieme per un attesissimo concerto dedicato a Haydn, Faurè e Schubert. Il 16 agosto sarà quindi la volta degli archi del celebre Quartetto di Cremona con la musica di Webern, Mozart e Brahms. Non mancheranno le giovanissime  Laura Bortolotto, violino, che debutta al Festival insieme ad Leonora Armellini  pianoforte domenica 23 agosto con un programma di grande intensità e fascino dedicato a Saint Saens, Ravel e Franck. 
A chiudere il Festival sarà il pianoforte di  Pietro De Maria, che il pubblico della Pieve saluta sempre con grande calore e affetto e che proporrà musiche di Beethoven e Chopin.
Tutti i concerti iniziano alle 21.15. Il costo del biglietto intero è di 12 euro, il ridotto 10 euro mentre per i soci dell’AML è di 7 euro.
Per informazioni è possibile contattare l’Associazione Musicale Lucchese tel. 0583 469960 oppure il Comune di Massarosa, Ufficio del Cittadino tel. 0584 979229 o Ufficio Cultura tel. 0584 979216.
Il Festival di Musica da Camera della Versilia è on line su: www.comune.massarosa.lu.gov.it                                                                                                                                              www.associazionemusicalelucchese.it E può essere seguito sulla pagina Facebook dedicata.
(comunicato stampa)
5 days ago | |
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Fiaba musicale per voce recitante e orchestra (1936) di Sergej Prokof'ev














Orchestra Mozart
Direttore Claudio Abbado
Voce narrante Roberto Benigni


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Lunedì 29 giugno 2015 alle ore 18.00, appuntamento con Giancarlo Landini e “Il trionfo del tenore”

Sarà Giancarlo Landini, musicologo e critico musicale, nell’incontro “Il trionfo del tenore”, a illustrare, con l’ausilio di video e ascolti Otello ossia Il moro di Venezia. 



Il dramma per musica in 3 atti di Gioachino Rossini, su libretto di Francesco Berio di Salsa, sarà in scena al Teatro alla Scala di Milano dal 4 al 24 luglio 2015 con la direzione di Muhai Tang e la regia di Jürgen Flimm .
L’appuntamento, che fa parte del ciclo “Prima delle prime” (organizzato dagli Amici della Scala) è per lunedì 29 giugno  alle ore 18.00 presso il Ridotto dei palchi “A. Toscanini” del Teatro alla Scala di Milano. L’accesso al Foyer “Toscanini” non richiede biglietto: basta presentarsi all’ingresso principale del Teatro con un certo anticipo. L’accesso è regolato dalle maschere e si ferma al raggiungimento della capienza consentita dalle norme di sicurezza per il Ridotto (150 posti a sedere). 
Adriana Benignetti


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Otello ossia Il moro di VeneziaDramma per musica in tre atti
MusicaGioachino Rossini (Pesaro, 29 febbraio 1792 –  Parigi, 13 novembre 1868)

LibrettoFrancesco Berio di Salsa (1765 – 1820)
Prima rappresentazioneNapoli, Teatro del Fondo, 4 dicembre 1816
Personaggi
Otello, tenoreDesdemona, sopranoElmiro, bassoRodrigo, tenoreJago, tenoreEmilia, sopranoLucio, tenoreIl doge, tenoreUn gondoliere, tenore

Senatori, seguaci di Otello, damigelle del seguito di Desdemona, popolo

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