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Adriana Benignetti
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Mercoledì 23 aprile alle ore 20.00, il direttore sarà sul podio della Filarmonica della Scala. In programma Strauss e una prima assoluta di Bruno Mantovani

Sarà Philippe Jordan, svizzero classe 1974, tra i più apprezzati direttori della sua generazione, il protagonista del primo di 3 straordinari appuntamenti del “Ciclo Richard Strauss nel 150° anniversario della sua nascita”, in programma mercoledì 23 aprile alle ore 20.00 al Teatro alla Scala di Milano. 
Jordan, alla guida della Filarmonica della Scala, eseguirà due composizioni di Richard Strauss (Monaco di Baviera, 11 giugno 1864 – Garmisch-Partenkirchen, 8 settembre 1949): Macbeth, poema sinfonico op. 23 e Ein Heldenleben poema sinfonico op. 40. Al centro della serata, invece, una prima assoluta, Schlemihl di Bruno Mantovani, commissione del Teatro alla Scala.
Attuale Direttore Musicale dell’Opéra National di Parigi e designato Direttore Principale dei  Wiener  Symphoniker da settembre 2014, Philippe Jordan a 38 anni si è confermato tra i più dotati direttori d’orchestra della sua generazione. La sua educazione musicale è iniziata con lezioni di pianoforte all’età di 6 anni; a 8 è entrato nei Sängerknaben di Zurigo e a 11 ha intrapreso lo studio del violino. A 16 è entrato al Conservatorio di Zurigo, dove si è diplomato con lode come insegnante di pianoforte. Ha studiato teoria e composizione con il compositore svizzero Hans Ulrich  Lehmann e ha proseguito gli studi pianistici con Karl Engel. Nello stesso tempo ha lavorato come assistente di Jeffrey Tate in occasione del Ring wagneriano al Théâtre du Châtelet di Parigi. Occasionalmente si esibisce come pianista in recital solistici e musica da camera. La sua carriera è iniziata nel 1994-95 come ‘Kapellmeister’ allo Stadttheater di Ulm; dal 1998 al 2001 è stato assistente di Daniel Barenboim alla Deutsche Staatsoper Unter den Linden di Berlino; dal 2001 al 2004 è stato Direttore Principale dell’Opera e della Filarmonica di Graz. In questo periodo ha debuttato in importanti teatri d’opera e festival internazionali: Houston Grand Opera, Festival di Glyndebourne, Festival di Aix-en-Province, Metropolitan di New York, Covent Garden di Londra, Teatro alla Scala, Bayerische Staatsoper e Festival di Bayreuth (Parsifal di Wagner). Dal 2006 al 2010 è stato Direttore Ospite Principale della Staatsoper Unter den Linden. In sede concertistica si è esibito con Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, Berliner Staatskapelle, Wiener Symphoniker, ORF Radio-Symphonieorchester di Vienna, Orchestre Philharmonique de Radio France, Philharmonia Orchestra  di Londra, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Orchestre de la Suisse Romande, Tonhalle di Zurigo, Chamber Orchestra of Europe, Mahler Chamber Orchestra, Gustav Mahler Youth Orchestra, NDR Sinfonieorchester di Amburgo, Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, Orchestra Filarmonica di Rotterdam e Münchner Philharmoniker. In Nord America ha lavorato con le Orchestre di Seattle, Saint Louis, Dallas, Detroit, Chicago, Cleveland, Philadelphia, Washington, Minnesota, Montreal, New York e San Francisco. Nel 2011 ha diretto al Teatro alla Scala Der Rosenkavalier di Richard Strauss, oltre a concerti con Wiener Philharmoniker, Philharmonia Orchestra di Londra e Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Nella stagione 2013-14 ha effettuato una tournée con la Gustav Mahler Youth Orchestra che ha incluso un’esecuzione concertistica del Rienzi di Wagner al Festival di Salisburgo. Sono seguite nuove produzione dell’Aida di Verdi e dell’Elektradi R. Strauss. Ha registrato Carmendi Bizet (Festival di Glyndebourne), Werther di Massenet (Staatsoper di Vienna),  Doktor Faust di Busoni (Opera di Zurigo), Salome di R. Strauss  (Covent Garden), Tannhäuser di Wagner (Baden-Baden), Le nozze di Figaro di Mozart (Opéra National di Parigi), e Pelléas et Mélisande di Debussy (Opéra National di Parigi) che ha meritato il Premio ‘Choc de l’Année’. Ha pure registrato l’‘integrale’ dei Concerti perpianoforte di Beethoven con François-Frédéric Guy e l’Orchestre Philharmonique de Radio France e l’Alpensymphonie di R. Strauss con l’Opéra National di Parigi, pure premiata con ‘Choc de l’Année’. Anche  Le sacre du printemps di Stravinskij ha ricevuto ancora uno ‘Choc de l’Année’. Di recente ha registrato due album, dedicati rispettivamente al Requiem di Verdi e a brani scelti dal Ring di Wagner,  entrambi con  l’Orchestra dell’Opéra National di Parigi.

Teatro alla Scala, MilanoMercoledì 23 aprile 2014 ore 20.00
Ciclo Richard Straussnel 150° anniversario della nascita

FILARMONICA DELLA SCALADirettore PHILIPPE JORDAN
Richard StraussMacbeth poema sinfonico op. 23
Bruno MantovaniSchlemihlprima assoluta – commissione del Teatro alla Scala
insieme a:NTR Zatertag Matinee, Dutch Radio 4’s concertseries al Concertgebouw Amsterdam;Orchestre de Paris; Orchestre National de Belgique
Editions Henry LemoineRappresentante per l’Italia Casa Ricordi, Milano
Richard StraussEin Heldenleben poema sinfonico op. 40
Francesco De Angelis, violino solista
Prezzi: da 73,00 a 5,00 euroPer informazioni: 02 72 00 37 44, www.teatroallascala.org

Adriana Benignetti
3 days ago | |
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Lunedì 21 aprile alle ore 16.00, il tradizionale appuntamento con laVerdi Barocca e l’Oratorio di Pasqua. Solisti: Céline Scheen, Filippo Mineccia, Anicio Zorzi Giustiniani e Christian Senn
«Pasquetta ci darà l’occasione non solo di ascoltare, come ormai vuole tradizione, l’Oratorio di Pasqua di Bach, ma anche di avvicinarci a uno strumento particolarmente espressivo e 'sinonimo' dell'epoca, quale il cembalo, qui addirittura 'doppio', grazie alla perizia dei due solisti Davide Pozzi e Franz Silvestri, che ci offriranno il Concerto per due cembali di Johann Sebastian Bach». Ruben Jais  

Un appuntamento immancabile, quello del Lunedì di Pasquetta all’Auditorium di Largo Mahler sulle note di Bach, divenuto ormai tradizione per i milanesi. E, per il 5° anno consecutivo Ruben Jais, alla guida dell’Ensemble laVerdi Barocca e del gemello Ensemble vocale (quest’ultimo diretto da Gianluca Capuano), proporrà l’Oratorio di Pasqua (Osteroratorium) per soli, coro e orchestra di Johann Sebastian Bach. Per l’occasione, lunedì 21 aprile alle ore 16.00, verranno eseguiti anche il Concerto in Do minore per 2 cembali (solisti Davide PozziFranz Silvestri) e la Cantata O Ewigkeit, du Donnerwort. Sul palco, un cast importante di solisti, specialisti del repertorio barocco e bachiano in particolare: il soprano  Céline Scheen, il controtenore Filippo Mineccia, il tenore Anicio Zorzi Giustiniani e il basso Christian Senn.
Milanese, Ruben Jais, contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione d’Orchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass all’estero. È  stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling.È  Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dell’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Nel 2008 ha istituito l’Orchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nell’esecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione, con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori sacri legati alle maggiori ricorrenze liturgiche. Jais è anche Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio della nazione germanica, dal barocco al romanticismo.
laBarocca è un ensemble di musicisti specializzati, esterni alla formazione sinfonica (tranne Gianfranco Ricci, uno dei primi violini dell’Orchestra con esperienza avendo suonato con l’Accademia Bizantina), e di coristi (16 elementi, 4 per parte) diretti da Gianluca Capuano, conoscitore del repertorio Cinque-Seicentesco per il quale “il punto di forza del complesso barocco è quello di essere tutto giovane, tutto italiano e molto motivato”. Insomma, una nuova generazione specializzata nell’antico repertorio e inserita nella struttura “madre” de laVerdi. Direttore de laVerdi Barocca è Ruben Jais, Direttore Residente e Responsabile delle Attività artistiche de laVerdi, esperto del repertorio Sei-Settecentesco, che intende affrontare le opere in termini filologici, con strumenti originali o copie di epoca barocca. L'ensemble – impegnato nella sua quarta stagione consecutiva dalla fondazione,  all’Auditorium di largo Mahler – è costituito da musicisti e coristi che hanno svolto il loro percorso di studi approfondendo le pratiche di esecuzione barocca, suonando strumenti originali o copie di strumenti del '600/'700, applicando le regole del canto esplicate nei trattati coevi. Questo approccio offre, ovviamente, la possibilità di misurarsi in modo più diretto con le caratteristiche di un repertorio vastissimo e ricco di capolavori strumentali e corali, di avvicinarsi con occhio più attento all'estrema ricchezza di dettagli di tale repertorio.
Gianluca Capuano, milanese, si è diplomato in organo, composizione e direzione d’orchestra presso il Conservatorio della sua città. Ha approfondito gli aspetti relativi all’esecuzione della musica antica presso il Corso Superiore sperimentale di Direzione di Coro e i corsi della Scuola Civica di Milano, dove ha affrontato i problemi inerenti la notazione, lo studio delle fonti e la prassi esecutiva della musica dei secoli passati. Svolge un’intensa attività come direttore, organista e continuista in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Russia e Giappone. È organista presso la Basilica di San Simpliciano a Milano. Ha collaborato con artisti quali Emma Kirkby, Michael Chance, Monica Hugget, Paul Agnew, Agnes Mellon, Lorenzo Ghielmi. Nel 2005 ha fondato il gruppo vocale e strumentale Il canto di Orfeo, con il quale,  con alcuni dei migliori specialisti su strumenti originali e facendo costante riferimento alla più aggiornata ricerca musicologica, si dedica a un cosciente e critico approccio ai capolavori del Barocco musicale europeo.  Con Il canto di Orfeo, nel 2006 hainciso, in collaborazione con il mezzosoprano inglese Catherine King, un CD dedicato alle Arie serie di Baldassarre Galuppi per la casa inglese Avie. Agli studi musicali Gianluca Capuano ha affiancato quelli classici; laureato con lode in Filosofia Teoretica presso l’Università Statale di Milano, si dedica alla ricerca, occupandosi in particolare ai problemi di estetica musicale. Nel novembre 2002 ha pubblicato, presso l’editore Jaca Book, il saggio I segni della voce infinita, nel quale viene indagato, da un punto di vista filosofico, il rapporto tra musica e scrittura. Collabora con “Goldberg” e altre riviste internazionali.

(Foto di Dina Köttgen)
Céline Scheen (soprano) Nata a Verviers (Belgio), ha completato la sua formazione presso la Guildhall School of Music and Drama di Londra, con Vera Rosza, grazie al supporto della Nancy Philippart Foudation. Si è esibita nei più importanti festival e nelle maggiori sale da  concerto. Del repertorio operistico ha interpretato Zerlina in Don Giovanni (G. Corbiau), Coryphée nell’Alceste di Gluck (La Monnaie, I.Bolton /B.Wilson), Atilia in Eliogaballo di Cavalli (La Monnaie, Festival d'Insbruck, Jacobs/Boussart), Papagena nel Flauto Magico di Mozart (La Monnaie, Caen, Lille, New York, R.Jacobs/W.Kentridge e Toulouse, C.P.Flor/N.Joël), L'Amour e Clarine in Platée da Rameau (Opéra du Rhin, C.Rousset/M.Clément), La Musica & Euridice in Orfeo di Monteverdi (Cremona, A.Marcon). Ha inciso diverse registrazioni tra cui le musiche per il film Le Roi Danse (DG) con Musica Antiqua Köln e Reinhard Goebel, ha lavorato con Paolo Pandolfo per un cd di improvvisazioni (Diapason d'or); Orgelbüchlein di J.S.Bach con l’ensemble Mare Nostrum (M.A. Recording); "Barbara Strozzi" con la Cappella Mediterranea e Leonardo Garcia Allarcon (Ambronay); Amarante (Flora) con Philippe Pierlot e Eduardo Eguez così come Bellerofonte di Lully con Les Talens lyriques e Christophe Rousset, le Cantate di JS Bach con Leonardo Garcia Alarcon, il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi con il Ricercar Consort e Philippe Pierlot. Durante la Stagione 2012/2013 ha eseguito Bach, Graupner, Monteverdi, Rameau, Zelenka con l’Ensemble Pygmalion e Raphael Pichon, Le Banquet Céleste e Damine Guillon, La Cappella Mediterranea e Leonardo Garcia Alarcon, Collegium 1704 e Vaclav Luks, la Cetra Basel/RIAS Kammerchor e Andrea Marcon. Sul palcoscenico è stata Venere in Venere & Adone di John Blow in una nuova produzione del Théâtre de Caen che è poi andata in tour al Grand Théâtre du Luxembourg, a l’Opéra d'Angers et de Nantes, all’Opéra de Lille, all’Opéra Comique di Parigi e al MC2 di Grenoble per non meno di 23 repliche. Il dvd è appena uscito con etichetta Alpha – Outhere. Nel 2014 canterà in due nuove produzioni della Passione Secondo Matteo di J.S. Bach a Copenhagen con la Danish Radio sotto la direzione di Andrea Marcon, a Dresda e a Praga con il Collegium 1704 con Vaclav Luks. Oltre agli Ensemble che la accompagnano usualmente, nel 2014 collaborerà anche con Les Ambassadeurs e Alexis Kossenko, Les Pages et Les Chantres du Centre de Musique Baroque de Versailles e Olivier Scheebeli, Okerstra Petronius e Jacopo Rafaelle e la Holland Baroque Society.

(Foto: Ribaltaluce Studio)

Christian Senn (baritono). Cileno d’origine e italiano di adozione, dopo aver conseguito la laurea in biochimica vince una borsa di studio per continuare lo studio del canto in Italia, perfezionandosi all’Accademia per solisti del Teatro alla Scala con i maestri L. Gencer, L. Alva e V. Manno. Molto vasto è il suo repertorio operistico e concertistico, prevalentemente orientato sul bel canto ma anche sul periodo classico e barocco. Tra gli impegni di grande rilievo dell’ultimo periodo citiamo il ruolo di Figaro nel Barbiere di Sivigliain varie produzioni tra i quali al Teatro alla Scala, al Teatro Regio di Torino, alla Fenice di Venezia, al Petruzzelli di Bari, al Massimo di Palermo, al Deutschoper Berlino, al Theater an der Wien; Malatesta nel Don Pasquale di Donizetti alla Scala di Milano; il Conte ne Le Nozze di Figaro al Teatro alla Scala, Taddeo nell’Italiana in Algeri al Teatro Regio di Torino, Papageno nel Flauto Magicoa Montpellier. Inoltre è statoGuglielmo nel Così fan Tutte al Teatro National di Santiago del Cile diretto da M. Benini e ancora diretto da J. Webb con la regia di Daniele Abbado al Teatro Filarmonico di Verona e a Reggio Emilia. Specialista del repertorio barocco, canta da anni il ruolo titolo di Bajazet di Vivaldi nelle principali capitali Europee con L’Europa Galante di F. Biondi e Astolfo ne l'Orlando Furioso di Vivaldi con l'Ensemble Matheus di J. C. Spinosi a Torino e al Musikfest di Bremen. Con il Giardino Armonico ha cantato la Resurrezionedi Händel a Graz e la Senna ne La Senna Festeggiante di Vivaldi al comunale di Firenze. Con i Barocchisti della Rtsi di D. Fasolis, ha cantato l'Alexander Fest di Händel. Appassionato del repertorio Bachiano e tedesco, ha eseguito tra gli altri Matthaus and Johannes Passion, Oratorio di Natale, Magnificat, Actus Tragicus.  Tra gli impegni attuali e futuri citiamo: Astolfo nell’Orlando Furioso di Vivaldi al Théatre de Champs Elysée di Parigi e a Nizza; Conte nelle Nozze di Figaro a Potsdam; ruolo titolo del Don Giovanni in Cile;  Pallante in Agrippina di Händel allo Staatsoper di Berlino, Guglielmoin Così fan Tutte di Mozart al Teatro Donizetti di Bergamo.  
Filippo Mineccia (controtenore) fiorentino, ha iniziato i suoi studi musicali molto presto presso la Scuola di musica di Fiesole, cantando come voce bianca nel coro polifonico. In seguito si è dedicato allo studio del violoncello diplomandosi al Conservatorio Statale di Musica di Firenze (marzo 2006). Nel luglio 2008 si è diplomato in canto  sotto la guida del Maestro Gianni Fabbrini nello stesso conservatorio. Ha conseguito nell’ottobre 2011 la laurea specialistica in canto lirico, sotto la guida della professoressa Donatella Debolini. Svolge un’intensa attività di ricerca riguardante il repertorio vocale del ‘6/’700 degli evirati cantori, ricostruendo carriere, biografie, prassi esecutiva dei più importanti castrati dell’epoca barocca. Ha lavorato con numerosi ensamble ai massimi livelli, tra cui Complesso Barocco, Concerto Kolln, Accademia Bizantina, I Barocchisti, Cappella de’Turchini, Collegium Marianum, Orchestra Barocca Catalana, Auser Musici, Camerata strumentale di Prato e, naturalmente, laVerdi Barocca. Dal 2005 ha iniziato la sua carriera come controtenore solista, dando numerosi concerti e recital e aggiudicandosi numerosi premi e riconoscimenti vocali nazionali e internazionali come: tra i più recenti, il primo premio al Concorso internazionale di canto barocco Francesco Maria Ruspoli (ottobre 2011). Ha registrato Ercole sul Termodonte di Vivaldi, direttore Alan Curtis (DVD Dynamic) e L’adorazione dei Magi di Cristoforo Caresana, con il Complesso de’ Turchini, diretto da Antonio Florio (CD Glossa).
Anicio Zorzi Giustiniani (tenore) Fiorentino, ha intrapreso gli studi musicali di violino e canto lirico presso il Coservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze e si è perfezionato con i maestri Sherman Lowe, Jorge Ansorena, Fernando Cordeiro Opa. Ha partecipato a diverse masterclasse e tra i concorsi vinti ricordiamo il VI Concorso Internazionale di Musica Sacra Pio IX  e il Toti dal Monte di Treviso per il ruolo del Conte Errico nell’opera La vera costanza di F. J. Haydn, che ha debuttato nei teatri di Madrid, Treviso e Reggio Emilia. Tra gli impegni recenti citiamo I due Figaro di Mercadante al Festival di Salisburgo, al Ravenna Festival e al Teatro Real di Madrid diretto da Riccardo Muti, in replica al Teatro Colon di Buenos Aires nell'agosto 2012; il debutto nel ruolo di Ferrando nel Così fan Tutte di Mozart al Festival Donizetti, Bergamo, e al Teatro La Fenice diretto da Manacorda. Si è distinto nel ruolo di Ozìa ne La Betulia liberata di Mozart al Festival di Salisburgo e al Ravenna Festival diretto da Riccardo Muti; Giove in Argo di Haendel nel ruolo titolo presso il Theater an der Wien di Vienna; Il Barbiere di Siviglia ruolo Conte di Almaviva e Il Flauto magico ruolo Tamino presso il Teatro di Sankt Gallen in Svizzera; Vera Costanza di Haydn (Il Conte Ericco) a  Liège diretto da Jesús López; il Tigrane  di Scarlatti all’Opéra de Nice. Nell’ambito della musica sacra si è esibito come solista nella Passione secondo Giovanni, nella Messa Luterana e nel Weihnachts Oratoriumdi J.S. Bach; nella Messa dell’incoronazione e nella Messa in sol minore di W. A. Mozart; nell’oratorio Dio sul Sinai di F. B. Conti. Ha inciso di recente il ruolo titolo nel Ritorno di Ulisse in patria Monteverdi, prodotto dalla Glossa, diretto da Claudio Cavina, la Venexiana. Tra gli attuali e futuri impegni ricordiamo: Don Giovanni (Don Ottavio)  a  Sankt Gallen e al Teatro La Fenice di Venezia; Capuleti e Montecchi (Romeo) nel Sultanato dell’ Oman; La Vedova Allegra al Filarmonico di Verona; la Betullia Liberata (Ozia) di Mozart a Potsdam.
Biglietti euro 25,00/10,00Per informazioni e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar – dom, ore 14.30 – 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org


Adriana Benignetti

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Questa sera, alle ore 20.00, Gaetano D’Espinosa dirigerà la Filarmonica Arturo Toscanini nel capolavoro sacro di Franz Joseph Haydn

Nel cuore dei riti della Settimana Santa, venerdì 18 aprile alle ore 20.00 al Teatro Regio di Parma, Gaetano D’Espinosa sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini interpreta il capolavoro sacro di Franz Joseph Haydn Musica instrumentale sopra le sette ultime parole del nostro Redentore in Croce ossiano Sette Sonate con una introduzione ed alla fine un terremoto. A proclamare le frasi tramandate dai Vangeli che precedono ciascuna sonata sarà don Sincero Mantelli.

L’opera fu commissionata dal marchese di Valdes-Inigo, canonico della Chiesa del Rosario di Cadice, nella Spagna meridionale, di comporre una musica da eseguirsi durante i riti del Venerdì Santo. Era infatti consuetudine che, nella cripta Santa Cueva, il vescovo celebrasse un ufficio in quel giorno con un’omelia nella quale si commentavano le sette frasi pronunciate da Cristo durante la sua agonia sulla Croce. Le sette Sonate, precedute da un’introduzione e seguite da un brano conclusivo che rievoca il terremoto che sconvolse il monte Calvario, furono composte nel 1786 e eseguite pubblicamente il 6 aprile 1787, Venerdì Santo.
Per informazioni: Biglietteria del Teatro Regio di Parma tel. 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.org
Per approfondimenti: www.teatroregioparma.it

(comunicato stampa)
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Giovedì 17 aprile alle ore 20.00, un concerto straordinario all’Auditorium Parco della Musica proporrà la “Petite Messe Solennelle” di Rossini nella versione per soli, coro, due pianoforti e armonium
(Foto di Musacchio Ianniello)


Concerto straordinario all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia giovedì 17 aprile  (Sala Petrassi ore 20.00) che vede protagonisti il Coro dell’Accademia con Antonio Pappano e Pamela Bullock (moglie del direttore londinese) ai pianoforti e il maestro del Coro Ciro Visco all’armonium; in programma la versione per soli, coro, due pianoforti e armonium della Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini che avrà come soli Angela Nisi soprano, Adriana Di Paola, Anselmo Fabiani tenore, Andrea d’Ameliobasso. 

E la prima volta che Sir Pappano e la Signora Bullock si esibiscono insieme a Santa Cecilia; mentre la versione con orchestra della Petite Messe ha già visto le compagini ceciliane protagoniste di un’importante incisione per EMI.
Scritta mentre il compositore si  trovava in Francia, a Passy, nel 1863, cinque anni prima della sua morte, l’opera fu eseguita per la prima volta il 14 marzo 1864, presso la cappella di famiglia della contessa Louise Pillet-Will, moglie del banchiere Pillet-Will e dedicataria della composizione.
Pamela Bullock si è diplomata come pianista accompagnatore alla University of Illinois, dove ha compiuto gli studi con il celebre pianista John Wustman. Successivamente ha lavorato con molti teatri d’opera e orchestre statunitensi. Nel 1986 ha iniziato la sua collaborazione venticinquennale, in qualità di Assistant conductor, con la Lyric Opera of Chicago e nel 1990 è stata nominata Korrepetitor alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, collaborando, tra gli altri, con Wolfgang Sawallisch. Nel 1992 ha accettato il ruolo di Head of the music staff del Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, come assistente del Direttore musicale Antonio Pappano. Trasferitasi a Londra nel 2002, attualmente lavora presso il Royal Opera House-Covent Garden e al Royal College of Music come Professore nel dipartimento di canto. Come docente è stata ospite in Italia dell’Accademia Solti e in Giappone, a Beppu, del Martha Argerich Festival, tenendo masterclass a giovani cantanti e pianisti. Dal 1995 ha curato la preparazione musicale dei cantanti in occasione dell’incisione Emi di opere quali La Bohème, La Rondine, Tosca, Il Trittico, Don Carlo, Werther e Tristano e Isotta.
Sir Antonio Pappano è Direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 1° ottobre 2005; dal settembre 2002 è Music Director del Covent Garden di Londra. In passato ha ricoperto altri incarichi di prestigio: nel 1990 viene nominato Direttore Musicale della Norske Opera di Oslo e dal 1991 al 2002 ricopre lo stesso ruolo al Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles. Nato a Londra nel 1959 da genitori italiani, studia pianoforte, composizione e direzione d’orchestra negli Stati Uniti. Fra le tappe più prestigiose della sua carriera sono da ricordare i debutti alla Staatsoper di Vienna nel 1993, al Metropolitan di New York nel 1997 e al Festival di Bayreuth nel 1999. Pappano ha diretto molte tra le maggiori orchestre del mondo, tra cui New York Philharmonic, Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, Concertgebouw di Amsterdam, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, London Symphony. Nel 2005 è stato nominato “Direttore dell’anno” dalla Royal Philharmonic Society e ha vinto il Premio Abbiati della Critica Musicale Italiana per l’esecuzione dei Requiemdi Brahms, Britten e Verdi realizzati con i Complessi Artistici dell’Accademia di Santa Cecilia. Sir Antonio Pappano registra in esclusiva per Emi Classics ora Warner Classics; con l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia ha inciso diversi cd: due dedicati a Cajkovskij, uno con musiche di Lalo, Dvorák, Glazunov e Saint-Saëns e un altro dedicato alle musiche di Respighi. Nel 2008 ha registrato l’opera Madama Butterfly di Puccini che ha vinto il Gramophone Award e nel 2009 la Messa da Requiem di Verdi “dal vivo”, che ha ricevuto il BBC Music Magazin Awards 2010 (Settore Corale), il premio della critica ai Classical Brits Awards 2010 e il Gramophone Award 2010. Per la DGG ha inciso lo Stabat Mater di Pergolesi (con Anna Netrebko e Marianna Pizzolato). Fra le incisioni EMI più recenti: un cd dedicato a Rachmaninoff (Sinfonia n. 2), lo Stabat Mater e l’opera Guillaume Tell di Rossini, la Sesta Sinfonia di Mahler, la Nona Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” e il Concerto per violoncello di Dvorák, la Petite Messe Solennelle di Rossini, i Quattro pezzi sacri di Verdi e il War Requiem di Britten. Il 16 aprile 2007 Sir Antonio Pappanoè stato nominato Accademico Effettivo di Santa Cecilia; recentissima la prestigiosa nomina a Cavaliere nella Queen’s New Year’s Honours List e l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Dal marzo 2010 Ciro Visco è il Maestro del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, da settembre 2011 ha assunto anche la carica di Direttore responsabile delle Voci Bianche di Santa Cecilia.Dal 1997 al 2000 è attivo all’Accademia di Santa Cecilia accanto a Norbert Balatsch, e in seguito come maestro del coro in numerose produzioni collaborando, tra gli altri, con direttori quali Giuseppe Sinopoli, Myung-Whun Chung, Jeffrey Tate, Roberto Abbado, Yutaka Sado, Ennio Morricone. Negli stessi anni ha diretto all’Accademia di Santa Cecilia i Carmina Burana di Orff, i Vespridi Rachmaninoff, composizioni corali di Schubert e Brahms e ha effettuato con il Coro una tournée in Sud America. Negli ultimi anni ha preparato il Coro di Santa Cecilia in occasione di concerti in prestigiose sedi europee: Théâtre des Champs Elysées (Petite Messe Solennelle di Rossini), Teatro alla Scala di Milano (Requiem Tedesco di Brahms), PROMS di Londra (Guillaume Tell di Rossini nel 2011; Quattro pezzi sacridi Verdi nel 2013), Festival di Salisburgo (Stabat Mater di Rossini nel 2011; War Requiem di Britten nel 2013). Ciro Visco è stato maestro del coro al Teatro Carlo Felice di Genova dal 2001 al 2010, al Teatro San Carlo di Napoli e a Radio France. Come direttore di coro ha inciso per importanti etichette discografiche come Deutsche Grammophon (la Misa Tango di Bacalov con Chung e Domingo), Sony (musiche di Morricone), Decca, TDK, nonché come pianista per la Nuova Era.Ha recentemente preso parte alle incisioni EMI dello Stabat Mater, del Guillaume Tell e della Petite Messe Solennelle di Rossini, dei Quattro pezzi sacri di Verdi e del War Requiem di Britten.
Coro dell’Accademia Nazionale di Santa CeciliaLe origini della plurisecolare Accademia di Santa Cecilia sono legate alla pratica del canto corale: nella seconda metà del ’500, alcuni Maestri di Cappella e Cantori si riunirono in associazione eleggendo a Presidente Giovanni Pierluigi da Palestrina e fondando di fatto l’Accademia.  Solo dalla fine dell’Ottocento il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia inizia ad assumere un assetto stabile e a partecipare alle esecuzioni di musica polifonica e del grande repertorio sinfonico-vocale. Attualmente è composto da circa 90 elementi ed è diretto da Ciro Visco. La sua attività si espleta nella stagione invernale e in quella estiva dell’Accademia affiancando l’Orchestra per l’esecuzione di grandi opere sinfonico-corali classiche e moderne. Il Coro ha inoltre collaborato con prestigiose orchestre e celebri direttori: con Lorin Maazel e l’Orchestra dello Schleswig-Holstein (1992); con Carlo Maria Giulini e l’Orchestra della Rai di Torino (1993); con Claudio Abbado e i Berliner Philharmoniker (1995); con Valery Gergiev e l’Orchestra del Teatro Kirov (1998), con la prestigiosa Lucerne Festival Orchestra diretta da Claudio Abbado (agosto 2006). Nel 2007 il Coro ha eseguito nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura di Roma il Requiemdi Verdi con i Wiener Philharmoniker diretti da Daniele Gatti; nel 2008 ha collaborato a Parigi con l’Orchestre National de France e Sir Colin Davis eseguendo la Grande Messe des mortsdi Berlioz; tra gli appuntamenti più recenti, con la direzione di Pappano e l’Orchestra di Santa Cecilia, segnaliamo il Guillaume Tell e i Quattro pezzi sacri di Verdi ai Proms di Londra (2011 e 2013), lo Stabat Mater di Rossini e il War Requiemdi Britten al Festival di Salisburgo (2011 e 2013). Insieme all’Orchestra dell’Accademia ha preso parte all’incisione della Madama Butterfly (premiata con un Gramophone Award) e del Requiem di Verdi diretti da Antonio Pappano. Quest’ultima registrazione ha ricevuto il BBC Music Magazine Award come miglior disco (settore corale), il Premio della Critica ai Classical Brit Awards e il Gramophone Award. Tra le ultime incisioni segnaliamo lo Stabat Mater, il Guillaume Tell e la Petite Messe Solennelle di Rossini (EMI), Verismo Ariascon Jonas Kaufmann (Decca), i Quattro pezzi sacri di Verdi e il War Requiemdi Britten (Warner Classics).
Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi, MilanoGiovedì 17 aprile ore 20.00
Coro dell’Accademia Nazionale di Santa CeciliaAntonio Pappano pianofortePamela Bullock pianoforteCiro Visco armonium Angela Nisi soprano, Adriana Di Paola,  Anselmo Fabiani tenore, Andrea d’Ameliobasso
Rossini         Petite Messe Solennelle per soli, coro, due pianoforti e armonium
Biglietti da 10 a 15 euro Infoline 068082058

(comunicato stampa)
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Giovedì 17 e venerdì 18 aprile, la voce di Maria Pia De Vito sarà protagonista del monologo drammatico di Gino Negri. Sul podio, Stefania Rinaldi

(Foto di Francesco Squeglia)
«Si tratta di una partitura teatrale più che musicale confezionata all'epoca appositamente sulle caratteristiche di Milva, sulla sua grande ironia. Fin dall’infanzia ho avvertito forte il fascino, anzi l’amore folle per le scritture ardite di Gesualdo. E rispetto l’’interpretazione straordinaria di Milva, io  punterò a far emergere il dramma interiore di Maria d'Avalos, che in alcune parti mi sembra davvero molto forte sia per me che ne sono l'interprete, sia per il pubblico. Nella seconda parte, invec mi concentrerò sui miei autori antichi preferiti, come il  Gesualdo inglese John Dowland». Maria Pia De Vito

«Dare vita al lavoro di un’artista inquieto come Negri che con la sua vitalità creativa sperimentò percorsi tra i più innovativi, è un’esperienza che aggiunge un tassello alla mia vita musicale. La collaborazione con un’artista eclettica come Maria Pia De Vito, nel teatro dove lavoro quotidianamente, rende l’operazione ancora più vivace.Confrontarsi con una musicista curiosa e improvvisatrice rende il lavoro sicuramente ancora più stimolante». Stefania Rinaldi
È ispirato alla vita di Carlo Gesualdo, Principe di Venosa, e all’omicidio da lui commesso ai danni della moglie Maria d’Avalos e dell’amante Ruvo Fabrizio Carafa, duca d’Andria, Il Diario dell’assassinata, di Gino Negri. Composto nel 1975 e messo in scena soltanto una volta nel 1978 alla Piccola Scala di Milano, con Milva protagonista, l’atto unico per voce femminile di Negri verrà proposto al Teatro di San Carlo di Napoli (giovedì 17 aprile alle ore 18.00 e venerdì 18 aprile alle ore 20.30) con la voce di Maria Pia De Vito: sul podio, a dirigere i Solisti dell'Orchestra del Teatro di San Carlo, Stefania Rinaldi.
Nella seconda parte della serata, invece, la De Vito si esibirà in duo con il pianista inglese Huw Warren, con cui collabora stabilmente dal 2008, in un programma dedicato agli amori adolescenziali: da Benedetto Ferrari(Amanti, io vi so dire), passando per il John Dowland di Folw, my tears (il vero Gesualdo inglese) e Sigismondo d'India (Odi quel Rosignolo), inserendo anche il brano Ancor che col partire di Cipriano De Rore, il tutto introdotto dalla villanella cinquecentesca Boccuccia de no pierzecoattribuita al cantore napoletano cinquecentesco Velardiniello.
Il Diario dell'assassinata, atto unico per voce femminile composto da Gino Negri nel 1975, fu rappresentato una sola volta nel 1978 alla Piccola Scala di Milano con Milva come protagonista. Famoso anche l’utilizzo di un frammento nel film di Werner Herzog dedicato al Principe nel 1995: Morte a cinque voci. Quella del San Carlo di Napoli è la prima esecuzione nel nuovo secolo e probabilmente la seconda in assoluto, ancora a ridosso delle celebrazioni del quarto centenario della morte di Gesualdo avvenuta nel 1613. La vicenda è quella nota dell'omicidio che Carlo Gesualdo, Principe di Venosa, madrigalista vissuto tra 1500 e 1600, commise ai danni della moglie. Il Diario è una mini-opera da camera in un solo atto che analizza, in dodici brevi sezioni, i sentimenti contrastanti della protagonista dal primo incontro con il futuro sposo Gesualdo alla morte per sua mano. Un diario immaginario, dunque, da cui il titolo della pièce.
Talento inquieto e indagatore, ottime doti di strumentista, arrangiatrice e compositrice, Maria Pia De Vito dopo i primi quindici di esperienza come cantante jazz collabora con musicisti come John Taylor, Gianluigi Trovesi e Rita Marcotulli. Proprio con la Marcotulli nel 1994 avvia il progetto diNauplia, incontro tra il jazz e le peculiarità multiformi del canto napoletano che spiana all'artista campana la strada verso una carriera ricca di importanti successi e riconoscimenti. Del 2007 è l'incontro con Huw Warren con cui pubblica per Dialektos. Altro campo di ricerca sempre prediletto in chiave di rilettura improvvisativa è la musica barocca. Forte in tal senso la collaborazione con il clavicembalista, organista e direttore d’orchestra Claudio Astronio, col quale firma diversi progetti: Chaconne, per voce barocca, voce moderna, live electronics, clavicembalo, tiorba, violoncello, arpa doppia; La danza della voce per clavicembalo, voce ed elettronica. Coplas a lo divino, che presenta musica sacra antica e contemporanea per organo a canne, voce ed elettronica, con la partecipazione di Michel Godard e Paolo Fresu. 
Stefania Rinaldi, napoletana, direttore d'orchestra, di coro e pianista ha studiato al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Al Teatro di San Carlo è direttore e fondatrice Coro di Voci Bianche del Massimo, con cui partecipa regolarmente alle produzioni d'opera e di concerti, oltrechè del Coro amatoriale I Sancarlini. Nel corso della sua carriera ha avuto modo di collaborare con importanti istituzioni in Italia e all'estero, dal Teatro alla Scala all'Accademia di Santa Cecilia, dalla Sidney Oera House alla Melbourne Symphony e alla New York University. È direttore musicale e fondatrice dell'Alma Mahler Sinfonietta, orchestra al femminile che propone la musica scritta e realizzata dalle donne.
Pianista e compositore inglese, Huw Warren è un artista riconosciuto per la sua originalità e per la carica innovativa. Il suo approccio versatile, passionale, innovativo al pianoforte non conosce confini, essendo capace di attraversare tutti gli stili musicali. 
Scomparso nel 1991, compositore e critico musicale, Gino Negri abbracciò con passione le avanguardie artistiche milanesi, come membro della “Giovane scuola musicale di Milano”, interessandosi presto delle commistioni tra teatro e musica. Divenuto amico di Paolo Grassi e Giorgio Strehler, cominciò a collaborare con il Piccolo Teatro. Tra i suoi amici ed estimatori anche Massimo Mila, Roberto Leydi e Luigi Pestalozza, oltre al compositore Goffredo Petrassi. Negli anni Cinquanta si dedicò alla composizione di almeno sette opere di teatro con musica per varie formazioni cameristiche. Iniziò da quei lavori (in cui venivano allegramente inseriti elementi canzonettistici del cabaret e del varietà) una riflessione originale di Negri sulla canzone, vista come micro-melodramma compiuto. Cominciò anche una sua speciale collaborazione con cantanti non ortodossi rispetto alla tradizione del melodramma, con Ornella Vanoni e più tardi appunto con Milva. Il Diario dell’assassinata, si situa in un momento particolare della produzione artistica di questo autore, ultima opera in musica per il teatro da camera prima del lungo abbandono.
TEATRO DI SAN CARLOGiovedì 17 aprile ore 18:00 Venerdì 18 aprile ore 20:30
direttore: Stefania Rinaldivoce solista: Maria Pia De Vitopianoforte: Huw WarrenSolisti dell'Orchestra del Teatro di San Carlo
Anonimo Voccuccia de no pierzeco aperturoCipriano De Rore Ancor che col partireMaria Pia De Vito – Huw Warren Odi Quel Rossignolo di Sigismondo d'IndiaJohnn Dowland Flow, my tearsMaria Pia De Vito – Huw Warren Variazioni su Amanti di Benedetto FerrariGino Negri Carlo Gesualdo Principe di Venosa (Diario dell'Assassinata)
Biglietti: da 12 a 38 euroPer informazioni: 081. 79.72.331 – 412, biglietteria@teatrosancarlo.it
A.B.


5 days ago | |
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Già sold out “OperFado”, lo spettacolo che vedrà sullo stesso palco il soprano rumeno e il celebre cantante portoghese di fado 

I critici hanno elogiato le recenti interpretazioni del soprano Elena Mosuc nei ruoli di Violetta Valéry (La Traviata) a Bari e a Las Palmas de Gran Canaria, e di Elvira (I Puritani) a Bilbao. Prima di continuare con la sua inarrestabile agenda lirica che nei prossimi mesi la porterà a Masada (Israele), Berlino, Canton (Cina) e Barcellona, la diva rumena intraprende una nuova avventura musicale: OperFado, un progetto che ha sviluppato in collaborazione con il rinomato e carismatico cantante di fado, stella della scena musicale portoghese, Gonçalo Salgueiro.

(Foto: © Susanne Schwiertz )


«Il fado è una forma d’arte che purifica, che ti porta alla catarsi. È appassionante e una grande interprete di fado è stata l'indimenticabile Amália Rodrigues», ha spiegato Elena Mosuc. Salgueiro è un artista di formazione classica che ha scelto il fado come forma d'espressione, anche se la sua fama si deve alla partecipazione come protagonista di musical come Jesus Christ Superstar.
«Gonçalo trasmette nelle sue interpretazioni non solo l'amore ma anche la passione e le emozioni. Ha inciso tre album dedicati al genere che recuperano i titoli classici insieme a nuovi che lui stesso ha composto, trasformandosi in un vero pioniere. Si tratta di un grande poeta», ha affermato Elena Mosuc.
Riunire su un palcoscenico due voci che provengono da due estremi dell'arte musicale, unisce la cultura rumena e portoghese: «Gonçalo è un grande appassionato d'opera e io lo sono del fado sin da quando ho scoperto i dischi di Amália Rodrigues già da piccola, ma conoscendo Gonçalo si è rinnovato l'amore per quest'arte. Per questo abbiamo pensato di programmare un concerto che unisse due stili tanto diversi, ma così vicini a un unico sentimento artistico. Questo sarà il grande debutto di Gonçalo in Romania e sono contenta che sia in Iasi, una città con una grande tradizione culturale». OperFado include anche alcune scene da uno dei musical più famosi, The Phantom of the opera.
«Come cantante d’opera», continua il soprano, «conosco la gioia spirituale che regala interpretare le grandi eroine dell'opera per tutto il mondo. Per questo avvicinarmi al fado per me è un regalo inaspettato e prezioso. È molto legato alla lirica: è una musica profonda, unica, malinconica, triste e persino dolorosa. L'opera è la mia passione artistica e ho sempre dedicato anima e corpo ad essa, ma sfide come questa aiutano a migliorare la propria arte; aprire i propri orizzonti è benefico e credo che non si debbano avere dei pregiudizi davanti a opportunità come questa, che comportano una crescita e nuovi modi di cantare. Sono convinta (e la reazione entusiasta del pubblico lo dimostra) che la mia intuizione sia corretta: i miei recenti successi con La Traviata e Puritani per esempio, si devono anche al mio studio del fado, che mi ha aiutato a dare a Violetta e a Elvira tratti che le rendono più complesse, drammatiche, misteriose e accattivanti. Ho molta voglia di cantare il mio primo fado in concerto! È una grande gioia condividere questo progetto con quello che considero il mio pubblico. OperFado contribuisce in modo significativo ad arricchire la mia mente e a continuare la mia formazione come persona e come artista. Questo è un evento che rimarrà sicuramente nei cuori di tutti quelli che verranno al Teatro Nazionale di Iasi il prossimo 23 aprile». (OperFado è già sold out).

Per informazioni: www.mosuc.com

(comunicato stampa)
7 days ago | |
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Mercoledì 16 aprile alle ore 21.00 la “Passione secondo Giovanni” di J. S. Bach su strumenti d’epoca con l’Orchestra milanese Silete Venti” diretta da Simone Toni, il Knabenchor Collegium Iuvenum di Stuggart. Solisti: Daniel Norman, Francesca Boncompagni, Raffaele Pe, Mauro Borgioni e Ben Davies


Il direttore Simone Toni ha raccontato l’unicità di questa interpretazione della Passione: rileggendo l’unica partitura manoscritta in originale dal grande compositore – della quale rimangono solo le prime venti pagine –; si è accorto di scelte di organico, indicate espressamente da Bach,  che nel concerto sono seguite, mutando così la scelta degli strumenti che siamo soliti ascoltare nei concerti e nei dischi e che si basano su manoscritti di copisti coevi e non, appunto,  su quello scritto da Bach di mano propria. Seguendo le indicazioni del manoscritto, mutano di molto colori e timbri. Ecco il perché del titolo “La Passione ritrovata”.

Il concerto, inoltre, prevede un recupero della teatralità propria di questa Passione. Bach la eseguì quando ancora non era stato nominato Kantor. Dopo averla fatta eseguire, nel contratto  di nomina venne inserita  una clausola che indicava un impegno: “l’obbligo di non  comporre musica troppo teatrale”, a testimonianza di come la Passione secondo Giovanni abbia mutato la prassi sino allora usuale a Lipsia, e spaventato la parte conservatrice dei responsabili del governo della Città. La esecuzione del 16 aprile si basa quindi su una rappresentazione della Passione, che ripercorre ciò che Buxtehude praticava e che Bach aveva ammirato nel suo viaggio a Lubecca: i cantanti non saranno raggruppati ma dislocati in sedi diverse e vicini agli strumenti che ne sottolineano i diversi caratteri accentuandone l’emotività.
Infine, ma non meno importante, a San Marco arrivano sessanta voci di bambini e ragazzi tedeschi, riuniti nel coro Collegium Iuvenum di Stoccarda, per i quali lo studio di Bach rappresenta nutrimento  fin dalla nascita e che ben rappresentano le modalità esecutive che Bach poteva avere a disposizione ai suoi tempi. Il progetto sulla Passione, quindi, senza voler affermare un dogma, vuole però cercare di contestualizzare la Passione secondo Giovanni, e farla rivivere nei suoni negli equilibri nelle atmosfere e nelle emozioni che possiamo immaginare essere stati protagonisti ai tempi del maestro di Eisenach.

JOHANN SEBASTIAN BACH. LA PASSIONE SECONDO GIOVANNI. BWV 245CHIESA DI SAN MARCO DI MILANOPiazza san Marco 2MERCOLEDÌ 16 APRILE 2014 ORE 21.00
Tenore Daniel NormanSoprano Francesca BoncompagniAlto Raffaele PeGesù Mauro BorgioniBasso Ben DaviesKnabenchor Collegium Iuvenum di StuttgartOrchestra milanese Silete Venti!, su strumenti d’epocaDirettore Simone ToniINGRESSO: Biglietti acquistabili sul circuito  VIVATICKET: www.vivaticket.it Posto unico: settore A € 30,00, settore B € 25,00, settore C € 18,00Ridotto under 25: € 15,00 (acquistabile solo nei punti vendita o la sera del concerto in chiesa)PUNTI VENDITA AUTORIZZATI: Mariposa Duomo, libreria Egea Milano, Franco Angeli Bookshop Milano, Mondadori (ex Messaggerie) corso V. Emanuele Milano,  Ricordi Media Stores,  Casa del disco Varese, box office Feltrinelli Monza  e molti altri.La sera del concerto alle ore 18 nella chiesa di San Marco, Piazza San Marco  2, Milano, apertura biglietteria per acquisto tutti i tipi di biglietti  e inoltre  banco ritiro  biglietti prepagati.

Per informazioni:accademiadeipugni@gmail.com, +39 - 3488737560
(comunicato stampa)
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Dopo il grande successo nella scorsa Stagione, il lago dei cigni torna sul palco scaligero dal 15 aprile all’11 maggio per 12 recite
 

«Il lago dei cigni è per me un lungo sogno del principe che, nutrito di letture romantiche che hanno esaltato il suo desiderio di infinito, rifiuta la realtà del potere e del matrimonio che gli impongono la madre e il precettore. È lui, quindi, che, per sfuggire al malinconico destino che gli si prepara, fa entrare nella sua vita la visione del lago. Nella sua mente nasce un amore idealizzato e la proibizione che esso comporta: di qui il cigno nero e Rothbart, figure speculari, trasposizioni negative del cigno bianco e del precettore. Quando il sogno svanisce la ragione del principe non potrà sopravvivere».

Cosi Rudolf Nureyev commentava il “suo” Lago, che torna in scena per 12 recite, dal 15 aprile all’11 maggio al Teatro alla Scala che lo ha in repertorio dal 1990: allora Nureyev tenne per sé il ruolo chiave, equivoco, speculare, di Wolfgang/Rothbart. Ma il protagonista assoluto è Siegfried, un principe romantico, dall’animo malinconico più che eroico, contemplativo e meditativo. Dodici recite quindi per un balletto che già nella scorsa stagione ha potuto far apprezzare l’interpretazione di numerosi artisti scaligeri e ospiti, con molti debutti importanti, ma che non smette di stupire e di proporre, anche in queste rappresentazioni, imperdibili cast: ed ecco infatti l’étoile Svetlana Zakharova, in scena nelle recite di apertura del 15, 17 e 19 aprile: accanto a lei per la prima volta alla Scala David Hallberg, principal dell’American Ballet Theatre e, primo americano nella storia, del Teatro Bol’šoj.  Dopo aver brillato nei Diamanti di Balanchine, Polina Semionova  il 24, 27 e 29 aprile sarà per la prima volta alla Scala interprete del balletto, avendo in precedenza danzato solo il passo a due del Cigno nero all’interno del Gala Caikovskij. Accanto a lei sarà Carlo Di Lannoventunenne scaligero di talento, non nuovo a partner internazionali (con Svetlana Zakharova ha aperto le recite di Concerto DSCH di Ratmansky) .
Spazio, in tutte le altre repliche, agli artisti scaligeri che si stanno affermando con forza: per chi non li avesse applauditi tra luglio e ottobre 2013,  tornano in scena Nicoletta Mannicon Claudio Coviello (18 aprile e 6 maggio) e con  Carlo Di Lanno (9 maggio). Ma da non perdere anche le successive recite di maggio , per il debutto di  due nuove Odette/Odile: Virna Toppi (con Carlo di Lanno l’8 maggio) e  Vittoria Valerio (con Claudio Coviello il 10 e 11 maggio)
Ad alternarsi nel ruolo di Wolfgang/Rotbarth saranno Mick Zeni, Antonino Sutera, Christian Fagetti e in debutto Marco Agostino
Accanto a questi artisti, da segnalare gli interpreti del passo a tre (Virna Toppi, Vittoria Valerio e Marco Agostino, poi Marta Gerani, Lusymay Di Stefano e Walter Madau, e a maggio anche Alessandra Vassallo, Denise Gazzo e  Emanuele Cazzato), senza dimenticare i solisti delle danze del terzo atto (ciarda, spagnola, tarantella e mazurka). Tra loro Alessandro Grillo, Mick Zeni, Beatrice Carbone, Emanuela Montanari, Deborah Gismondi, Massimo Garon, Maurizio Licitra, Riccardo Massimi, Stefania Ballone, Luana Saullo, Serena Sarnataro, Adeline Souletie, Federico Fresi, Marco Messina, Lusymay Di Stefano, Lara Montanaro. 
 Teatro alla Scala, MilanoIl lago dei cigni
Coreografia Rudolf Nureyevda Marius Petipa e Lev Ivanovripresa da Maina GielgudRegia di Rudolf Nureyev
Musica Pëtr Il’ic CajkovskijDirettore Paul ConnellyScene Ezio FrigerioCostumi Franca Squarciapino
Martedi 15 aprile 2014 - ore 20.00 - prima rappresentazioneGiovedi 17 aprile 2014 - ore 20.00 - Turno PVenerdi 18 aprile 2014 - ore 20.00 - fuori abbonamentoSabato 19 aprile 2014 - ore 20.00 - Turno RGiovedi 24 aprile 2014 - ore 20.00 - fuori abbonamentoDomenica 27 aprile 2014 - ore 15.00 - fuori abbonamentoMartedi 29 aprile 2014 - ore 20.00 - fuori abbonamentoMartedi 6 maggio 2014 - ore 20.00 - fuori abbonamentoGiovedi 8 maggio 2014 - ore 20.00 - fuori abbonamentoVenerdi 9 maggio 2014 - ore 20.00 - fuori abbonamentoSabato 10 maggio 2014 - ore 20.00 - fuori abbonamentoDomenica 11 maggio 2014 - ore 15.00 - Invito alla Scala per Giovani e Anziani
Biglietti da € 127  a € 11  più prevenditaPer informazioni: tel. 02/72.00.37.44, www.teatroallascala.org
Per saperne di più, giovedi 10 aprile alle ore 17.00 avrà luogo l’appuntamento con “Prima della prime” ed Elena Grillo.
Per informazioni sui cast, data per data, vai QUI
(comunicato stampa)

N.B. Foto di Brescia-Amisano per Teatro alla Scala
8 days ago | |
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Martedì 15 aprile alle ore 20.30, presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano, ultimo appuntamento con l’integrale dei “Quartetti per archi di Beethoven”, per la Società del Quartetto di Milano
Iniziata il 12 marzo di un anno fa giunge al termine, martedì 15 aprile alle ore 20.30, l’esecuzione integrale di Quartetti per archi di Beethoven che la Società del Quartetto di Milano ha affidato al Quartetto Italiano. 

Un’integrale – la prima interamente affidata a una formazione italiana dal Quartetto di Milano – che ha riscosso, nei precedenti appuntamenti, unanimi consensi di pubblico e di critica. Nell’ultima tappa, che l’ensemble ha deciso di dedicare al Quartetto Italiano, il Quartetto di Cremona affronterà due veri e propri “monumenti”: il Quartetto n. 13 insi bemolle maggiore op. 130 e il Quartetto n. 15 inla minore op. 132. La dedica al Quartetto Italiano non è casuale: “percorrendo la medesima strada a distanza di tanti anni, il Quartetto di Cremona s’inchina al ricordo della grande lezione umana e spirituale impartita dai loro illustri colleghi nei due lavori più profondi e monumentali di Beethoven. La Cavatina dell’op. 130 e la Canzona di ringraziamento del Quartetto in la minore op. 132 rimangono l’esito forse più alto dell’attività artistica del Quartetto Italiano, che grazie a queste insuperabili interpretazioni ha ispirato nuove generazioni di musicisti a imboccare l’arduo e faticoso cammino della vita quartettistica”.   Il Quartetto di Cremona è testimonial per il progetto “Friends of Stradivari”. Cristiano Gualco suona un Guarneri del Gesù 1737; Paolo Andreoli un violino Giovanni Battista Guadagnini 1737 della Fondazione Lerner-Lam. Simone Gramaglia esegue l’integrale beethoveniana con una viola Francesco Presbler 1786 che la Fondazione ProCanale gli ha affidato. Il violoncello di Giovanni Scaglione è un Marino e Mario Capicchioni 1975.
Il Quartetto di Cremona, formato da musicisti genovesi (età media 35 anni), nasce nel 2000 presso l'Accademia Stauffer di Cremona. Si perfeziona con Piero Farulli del Quartetto Italiano e con Hatto Beyerle dell'Alban Berg Quartett, affermandosi in breve come una delle realtà cameristiche più interessanti sulla scena internazionale. Viene invitato ad esibirsi regolarmente nei principali festival e rassegne di tutto il mondo, in Europa, Sudamerica, Australia e Stati Uniti: Beethovenhaus e Beethovenfest di Bonn, Bozar di Bruxelles, Festival di Turku, Kammermusik Gemeinde di Hannover, Konzerthaus di Berlino, Wigmore Hall di Londra, Perth Festival in Australia sono tra i palcoscenici calcati dal quartetto. Dal 2010 è “Quartetto in residence” della nostra Società con un progetto di concerti e di collaborazione che culmina nella stagione in corso e nella prossima con l’esecuzione integrale dei quartetti di Beethoven in occasione dei 150 anni. La stampa specializzata internazionale lo accosta al Quartetto Italiano sottolineandone le qualità artistiche ed interpretative ed emittenti radiotelevisive di tutto il mondo (quali RAI, WDR, BBC, VRT, SDR, ABC) trasmettono regolarmente i loro concerti con un repertorio che spazia dalle prime opere di Haydn alla musica contemporanea. Rilevante è l'attività didattica svolta dal Quartetto in tutta Europa. Dall’autunno 2011 sono anche titolari della cattedra di Quartetto presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona. In campo discografico, nel 2011 è uscito per Decca l’integrale dei Quartetti di Fabio Vacchi. È inoltre in corso l’incisione dell’integrale dei Quartetti di Beethoven per la casa discografica tedesca Audite; il primo disco esce sul mercato mondiale in questi giorni. Nel settembre 2012 è uscito, distribuito dalla Naxos, un nuovo disco dedicato ai compositori italiani dal titolo "Italian Journey". Importanti appuntamenti sono previsti per le prossime stagioni: in particolare ricordiamo le tournée in Giappone, in Cina, Danimarca e quella negli Stati Uniti che culminerà con un concerto al Metropolitan Museum di New York. Il Quartetto di Cremona è stato ospite della Società del Quartetto di Milano nel 2008, 2010, 2011 (8 febbraio con Alessandro Carbonare al clarinetto e 22 febbraio) e due volte nel 2012 (da solo e con Andrea Lucchesini).
Sala Verdi del Conservatorio di Milano, via Conservatorio 12Martedì 15 aprile 2014 ore 20.30
Esecuzione integrale dei Quartetti per archi di Beethoven - VI“Dedicato al Quartetto Italiano”Quartetto n. 13 in si bemolle maggiore op. 130Quartetto n. 15 in la minore op. 132
Quartetto di CremonaCristiano Gualco Paolo Andreoli violiniSimone Gramaglia violaGiovanni Scaglione violoncello
Il concerto è registrato da RAI Radio3
Biglietti: Euro25 (per giovani entro 26 anni) in vendita presso: Società del Quartetto, via Durini 24, Milano, tel 02 76005500,  lunedì – venerdì 13.30-17.30; Call center, tel. 89.24.24, lunedì – venerdì 8-20, sabato 8-15 (con carta di credito); Siti internet: www.quartettomilano.it  e http://www.vivaticket.it/motore.php?cerca=1&ocode=94  (con carta di credito o bancomat); Punti vendita Vivaticket (elenco consultabile su http://www.vivaticket.it/ricercaPunti.php); Sul posto, da mezz’ora prima del concerto, secondo disponibilità. Altre riduzioni per gruppi e convenzioni speciali  
Adriana Benignetti
8 days ago | |
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C’è tempo fino al 30 aprile per iscriversi al corso di formazione, rivolto a 15 partecipanti di un’età compresa tra i 18 e i 25 anni


La Fondazione Teatro di San Carlo, nell’ambito del progetto Legalit – Arts e in collaborazione con i partner dell’ATS (Teatro Massimo di Palermo, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro Bellini di Catania, Accademia del Teatro alla Scala di Milano), organizza un Corso di formazione per “Sarto dello spettacolo” rivolto a quindici partecipanti di entrambi i sessi che abbiano un'età compresa tra i 18 e i 25 anni.
Il corso è finalizzato alla formazione di sarti che, inseriti nel processo produttivo che porta alla messa in scena di uno spettacolo, collaborino alla realizzazione dei costumi di scena dalla fase di confezione, curandone la messa in prova e assicurandone il funzionamento durante le rappresentazione. La durata del corso – da maggio 2014 ad aprile 2015 – è di 1000 ore di cui 700 di lezione e 300 di stage. Previsto un rimborso spese complessivo di 1330 euro ( 1,33 euro per ogni ora di presenza).
Termine ultimo di presentazione delle domande: 30 aprile 3014
Per il bando integrale vai QUI
Per informazioniUlteriori informazioni possono essere richieste alla Segreteria didattica presso la Fondazione Teatro di San Carlo, progettopon@teatrosancarlo.it


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