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Adriana Benignetti
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Mercoledì 4 marzo alle ore 18.00, appuntamento Emilio Sala e “Un peu de réalisme, maintenant!”  

Sarà Emilio Sala – musicologo e professore nell’Università degli Studi di Milano – nell’incontro “Un peu de réalisme, maintenant!”, a illustrare, con l’ausilio di video, Carmen

L’opéra comique in quattro atti di Georges Bizet, su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halevy dall’omonima novella di Prosper Mérimée, sarà in scena al Teatro alla Scala di Milano dal 22 marzo al 16 giugno 2015 in un allestimento che porta la firma, per la regia, di Emma Dante, e per la direzione di Massimo Zanetti.
L’appuntamento, che fa parte del ciclo “Prima delle prime” (organizzato dagli Amici della Scala) è per mercoledì 4 marzo alle ore 18.00 presso il Ridotto dei palchi “A. Toscanini” del Teatro alla Scala di Milano. L’accesso al Foyer “Toscanini” non richiede biglietto: basta presentarsi all’ingresso principale del Teatro con un certo anticipo. L’accesso è regolato dalle maschere e si ferma al raggiungimento della capienza consentita dalle norme di sicurezza per il Ridotto (150 posti a sedere). 

Adriana Benignetti
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CarmenOpéra comique in quattro atti
MusicaGeorges Bizet (Parigi, 25 ottobre 1838 – Bougival, 3 giugno 1875)
Libretto
Ludovic Halevy (Parigi, 1 gennaio 1834 – Ivi, 7 maggio 1908) e Henri Meilhac (Parigi, 21 febbraio 1830 – Ivi, 6 luglio 1897) dall’omonima novella di Prosper Mérimée (Parigi, 28 settembre 1803 – Cannes, 23 settembre 1870)

Prima rappresentazioneParigi, Opéra-Comique, 3 marzo 1875
PersonaggiCarmen (mezzosoprano)Micaëla (soprano)Frasquita (soprano)Mercédès (mezzosoprano)Don José (tenore)Escamillo (baritono)Il Dancaïre (tenore)Il Remendado (tenore)Zuniga (basso)Moralès (baritono)Lillas Pastia (voce recitante)Una guida (voce recitante)
Ufficiali, dragoni, monelli, sigaraie, zingare, contrabbandieri
La vicenda si svolge in Spagna (a Siviglia) verso il 1820
ATTO I 
Moralès, capo dei dragoni, si trova presso la manifattura di tabacchi, in una piazza di Siviglia e osserva il passaggio della gente. Fra la folla avanza una giovane, Micaëla, che è alla ricerca del suo innamorato, il brigadiere Don José: Moralès la invita ad attendere ma la giovane si allontana. In piazza, nel frattempo, arrivano anche le ragazze che escono dalla manifattura di tabacchi per la pausa: solo Don José, arrivato in quegli istanti, si mostra disinteressato a loro, perché ama la sua Micaëla e ha promesso di sposarla. Tutti gli uomini attendono, invece, l’arrivo della bella Carmen: quest’ultima, accortasi dell’indifferenza di Don José avanza spavalda verso di lui cantando, danza una vorticosa “habanera” e, prima di rientrare nella manifattura, gli getta sul viso un fiore.
José ne è turbato e nasconde il fiore sotto la giubba: frattanto, arriva Micaëla che gli reca notizie della madre lontana e lo informa che lascerà la città per raggiungerla, promettendogli di tornare. Prima di andarsene lo bacia castamente.
Appena la ragazza è andata via, Don José tira fuori il fiore per gettarlo via, ma viene interrotto da un alterco che viene dalla fabbrica: Carmen si è azzuffata con una compagna e l’ha ferita al volto. Zuniga, tenente delle guardia, l’arresta e ordina a Don José di portarla in prigione. Rimasta da sola con l’uomo, Carmen inizia la sua opera di seduzione e gli promette amore in cambio della libertà. José, ormai irretito, l’aiuta a fuggire.
ATTO II 
Un mese dopo, nella taverna di Lillas Pastia, Carmen attende il ritorno di Don José che, nel frattempo, è stato imprigionato, per averla lasciata fuggire. Carmen è in compagnia delle amiche Mercedes e Frasquita, e canta e danza fra un gruppo di dragoni. Alla taverna arriva anche il torero Escamillo, vincitore della corrida di Granada, sedotto immediatamente fascino di Carmen. Mentre l’oste sta per chiudere, entrano il Dancairo e il Remendado, entrambi contrabbandieri che si servono della gitana per i loro traffici. Questa volta, però, Carmen rifiuta e si dichiara innamorata.
Finalmente giunge Don José accorso alla locanda per rivedere la gitana che balla per lui accompagnandosi con le nacchere: la danza è, però, interrotta dalle note della ritirata. Ligio al suo dovere, Don Josè decide di ritornare in caserma ma Carmen cerca di trattenerlo. Nel frattempo ritorna Zuniga per restare con la sigaraia. Acceso dalla gelosia, Don José si scatena contro il capitano. Intervengono i contrabbandieri, e Zuniga viene immobilizzato sotto la minaccia delle pistole. A Don Josè non resta quindi altra scelta: seguire Carmen e i suoi amici, disertando l’esercito. 
ATTO III
I contrabbandieri sono accampati tra selvaggi dirupi in un punto strategico. Don Josè e Carmen sono rimasti soli ma il loro rapporto non è più quello di un tempo. La sigaraia pensa ad altre avventure e Don José è tormentato dai rimorsi: l’indifferenza della donna accentua, poi, la sua gelosia. Carmen legge nelle carte il proprio avvenire e il responso è tragico: la morte!
Micaëla, spaurita e tremante, viene a cercare Don José, nel disperato tentativo di redimerlo; lo chiama, ma egli non risponde. Ad un tratto si ode uno sparo: la ragazza fugge mentre appare Escamillo, scampato per poco al colpo di Don José. I due rivali estraggono il coltello e si affrontano. Il dragone sta per colpire il torero, ma la mano di Carmen lo ferma. Mentre Don José furente minaccia la sigaraia, il Remendado scorge Micaëla, giunta per annunciare all'amato che sua madre moribonda vuole vederlo per l’ultima volta. Tutti lo convincono a partire: dapprima egli è incerto poi s'allontana con la ragazza. 

ATTO IV
È il giorno della corrida e la folla, festante, attende sulla piazza di Siviglia davanti all'Arena, acclamando il corteo dei “toreadores”, degli “aguazil”, dei “picadores”, dei “banderilleros” e l’“espada” Escamillo, che arriva assieme a Carmen, ormai innamorata dell’uomo.
Le amiche Mercedes e Frasquita esortano la gitana a fuggire perché Don José la sta cercando. L’uomo si umilia davanti alla donna, pregandola di seguirlo per vivere una nuova esistenza. La vittoria di Escamillo interrompe il dialogo fattosi acceso.
Carmen corre giubilante verso il torero, ma Don Josè la ferma: essa allora confessa cinica, crudele e spavalda il suo amore per il torero e gli getta in faccia l’anello che le ha donato in senso di disprezzo.

Accecato dalla gelosia, Don José avanza verso la donna l’uccide. Carmen cade senza vita mentre la folla allibita assiste alla tragica scena. Don José, sul corpo dell'amata, la invoca disperato e viene arrestato.
Adriana Benignetti


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(Foto: arthaus-musik.com)
CarmenOpéra comique in quattro atti
MusicaGeorges Bizet (Parigi, 25 ottobre 1838 – Bougival, 3 giugno 1875)

LibrettoLudovic Halevy (Parigi, 1 gennaio 1834 – Ivi, 7 maggio 1908) e Henri Meilhac (Parigi, 21 febbraio 1830 – Ivi, 6 luglio 1897) dall’omonima novella di Prosper Mérimée (Parigi, 28 settembre 1803 – Cannes, 23 settembre 1870)

Prima rappresentazioneParigi, Opéra-Comique, 3 marzo 1875



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Domenica 1 marzo alle ore 17.00, nella Sala dell’affresco del Complesso di San Micheletto, la giovane pianista proporrà un recital interamente dedicato a Chopin

Sarà completamente dedicato al pianoforte romantico e alla “poesia” di Fryderyk Chopin il prossimo concerto della Stagione cameristica dell'Associazione Musicale Lucchese, in programma domenica 1 marzo alle ore 17.00 nella Sala dell’affresco del Complesso di San Micheletto. Sul palco la giovane e straordinaria Leonora Armellini, che il pubblico dell’AML ha già avuto modo di apprezzare in più occasioni, a Lucca e a Pieve a Elici, seguendo da vicino il suo interessante percorso di crescita artistica.  
In programma il Notturno in do minore op. 84 n.1, lo Scherzo op.31, il “Lento con grande espressione”, la Polacca op. 53 e, nel secondo tempo, i “12 studi” op. 25.
Vincitrice del “Premio Janina Nawrocka” per la “straordinaria musicalità e la bellezza del suono” al Concorso Pianistico Internazionale “F. Chopin” di Varsavia nel 2010, Leonora Armellini (classe 1992) grazie al suo talento, alla versatilità e al grande repertorio cameristico, ha collaborato con importanti musicisti e orchestre nel mondo. Nel maggio 2013, l’Associazione Nazionale Critici Musicali, presieduta da Angelo Foletto, ha deciso di assegnare il “XXXII Premio Abbiati”, “Premo Piero Farulli”, al trio composto da Leonora Armellini, Laura Marzadori e Ludovico Armellini (pianoforte, violino e violoncello). Protagonista di numerosi progetti discografici, è presente nelle più prestigiose stagioni internazionali. Da segnalare la sua presenza sul palco del Festival di Sanremo nel 2013, quando incantò la platea dell'Ariston nell'esecuzione dello Studio opera 10 N° 3 di Chopin.
Per maggiori informazioni:AML

(Comunicato stampa)
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Sabato 28 febbraio alle ore 20.30, l’acclamato pianista tornerà sul palco di Santa Cecilia, dopo una lunga assenza. In programma musiche di Beethoven e Skrjabin
Un ritorno molto atteso quello di Mikhail Pletnev sul palcoscenico dei concerti dell’Accademia di Santa Cecilia (sabato 28 febbraio ore 20.30 – Sala Santa Cecilia) da cui è assente dal 2006 come direttore d’orchestra e dal 2005 come pianista, veste in cui si era rivelato vincendo il Concorso Cajkovskij nel 1978 a ventidue anni; ed è un ritorno significativo perché Pletnev è ritenuto uno dei maggiori pianisti viventi. In questo recital proporrà la Sonata n. 10 op. 14 n. 2 e la Sonata n. 17 op. 31 n. 2 “La Tempesta” di Beethoven e l’intero ciclo dei 24 Preludi op. 11 di Skrjabin, ispirati all'analogo ciclo chopiniano, costituendo, così, un omaggio anticipato al compositore russo di cui si celebra, nel 2015, il centenario della scomparsa.

Mikhail Pletnev è un pianista acclamato, direttore d’orchestra richiestissimo, compositore raffinato e artista dalla forte personalità che, tuttavia, sfugge a qualsiasi categorizzazione. Nato nel 1957 ad Archangelsk, in Russia, già dalla prima infanzia ha dimostrato di essere in possesso di uno straordinario talento, all’età di tredici anni ha iniziato a studiare al Conservatorio di Mosca. Sempre nella capitale sovietica, nel 1978 ha vinto la Medaglia d’Oro al Concorso Internazionale Cajkovskij. Da allora ha cominciato a esibirsi come solista e ha collaborato con le più prestigiose orchestre internazionali e con i più importanti direttori d’orchestra. Nel 1989, grazie all’appoggio dell’allora presidente sovietico Mikhail Gorbachov, ha ottenuto l’autorizzazione a fondare la prima orchestra russa a finanziamento privato, la Russian National Orchestra (RNO), che oggi è considerata una delle migliori orchestre del mondo. Inoltre, la RNO durante ogni stagione è protagonista di numerose tournée in Europa, America e Asia sotto la guida di Mikhail Pletnev o di prestigiosi Direttori Ospiti. Nel 1996 si è esibita in occasione del concerto d’apertura dei Giochi Olimpici di Atlanta. Dal 1993 Mikhail Pletnev è legato all’etichetta discografica Deutsche Grammophon. Le sue registrazioni si sono aggiudicate numerosi premi tra cui i prestigiosi ‘Grammy Award’. Il doppio CD Pletnev – live at Carnegie Hall ha ottenuto un successo straordinario. Il BBC Music Magazine ha definito le interpretazioni di Mikhail Pletnev come “pianismo ai massimi livelli… questa performance basterebbe da sola a garantire a Pletnev un posto tra i più grandi pianisti di sempre”. Mikhail Pletnev ha ottenuto notevole apprezzamento a livello internazionale anche per le sue composizioni: nel 1998, il suo Concerto per Viola è stato eseguito in prima esecuzione mondiale con Yuri Bashmet come solista, riscuotendo notevole successo di pubblico e critica. Le sue trascrizioni per pianoforte delle Suite di Cajkovskij tratte da Lo Schiaccianoci e La bella addormentata sono ritenute leggendarie. Per i pianisti di tutto il mondo sono considerate un’opera di maestria tecnica. Nel 1996 e nel 2002 Mikhail Pletnev ha ricevuto in Russia il ‘Premio di Stato’ mentre nel 2007 gli è stato conferito il ‘Premio Presidenziale’ per il suo contributo alla vita artistica della patria.
Auditorium Parco della Musica - Sala Santa CeciliaSabato 28 febbraio ore 20.30
Mikhail Pletnev, pianoforteBeethoven     Sonata n. 10 op. 14 n. 2Sonata n. 17 op. 31 n. 2 "La Tempesta"Skrjabin         24 Preludi op. 11

Biglietti da € 18 a € 42Per informazioni: 068082058 – www.santacecilia.it
(Comunicato stampa)

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«Una delle cose che più mi affascina dell’essere musicista è la certezza che non arriverà mai un giorno nel quale potrò dire: “Non ho più nulla da imparare”. La musica è una sfida quotidiana, una perenne e inarrestabile ricerca, un impegno costante… Ma ne vale davvero la pena!»
(Foto: Nikolaj Lund)
Classe 1991, nato in Francia da una famiglia di musicisti russi, vincitore nel 2010 del “Concours International pour violon Henri Koch” e nel 2013 del “Concours International de musique de Montréal” nonché finalista, nel 2012, al prestigioso “Concours Reine Elisabeth” di Bruxelles, Marc Bouchkov – a dispetto della giovanissima età – ha già una brillante carriera all’attivo. Lo scorso 12 febbraio (con replica il 14), Marc ha finalmente debuttato a Milano con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, per l’occasione guidata da Alvise M. Casellati.


(Foto: Nikolaj Lund)
Un debutto che ha lasciato il segno. Con Las cuatro estaciones porteñas di Astor Piazzolla, il giovane violinista ha, infatti, entusiasmato il pubblico: merito, senza dubbio, della tecnica brillante e della naturalezza che mostra nel suonare, ma anche e soprattutto di un suono chiaro, pulito ed estremamente espressivo. Un suono che identifica e che rende ‘riconoscibile’ Bouchkov anche a chi lo ascolta per la prima volta. Talento, certo, ma anche uno studio e un’attenzione particolari suppongo. 

E così, quando ci incontriamo, dopo il concerto del 14 febbraio, è proprio da qui che prende avvio la nostra conversazione. «Fin da bambino sono stato affascinato dal fatto che ascoltando su cd i grandi cantanti riuscivo immediatamente a identificarli: riconoscevo la loro voce, il loro timbro. La stessa cosa accadeva con i grandi violinisti. Se si ascoltano, ad esempio, Fritz Kreisler, Jascha Heifetz, Zino Francescatti o Manuel Quiroga si percepisce immediatamente la grande attenzione che avevano per il colore, per il suono. Ho sempre posto un interesse particolare su quest’aspetto, andando alla ricerca della mia ‘voce’, del mio ‘suono’. È una ricerca che richiede tempo, passione e cura, ma la ritengo indispensabile e prioritaria».  




La sua esecuzione ha messo, però, anche in rilievo una notevole sintonia con l’orchestra e con il direttore: chiedo a Marc come sia possibile trovare un’intesa, in particolare se si è al primo incontro. «La musica è, innanzi tutto, comunicazione solo che al posto delle parole si utilizzano le note. Se si vuole comunicare con qualcuno è necessario essere interessanti e convincenti. Ed è quello che cerco di fare: ogni volta, però, è uno scambio reciproco dal quale esco rafforzato e più maturo. Un direttore, ad esempio, può darmi nuove idee e preziosi suggerimenti e può accadere che io riveda qualcosa della mia interpretazione. È per questo che lavorare con altri musicisti è così bello ma anche così importante».
E tra gli ultimi incontri avuti, Marc non può fare a meno di ricordare quello con Mariss Jansons. «È un’esperienza che non dimenticherò mai, una comunicazione che ha funzionato benissimo anche e soprattutto perché Jansons ha mostrato una disponibilità, una nobiltà d’animo e una volontà di lavorare insieme davvero sorprendenti».
Molto spesso, però, le prove prima di un concerto sono poche e non si ha il tempo di lavorare a lungo: diventa, allora, indispensabile conoscere a fondo la composizione che si deve eseguire. «Non solo la propria parte» mi fa notare Bouchkov «ma l’intera partitura. La naturalezza che arriva al momento del concerto è sempre il frutto di un lunghissimo lavoro. Solamente se si ha una conoscenza approfondita della composizione che si deve eseguire è possibile lasciarsi andare ed essere spontanei». 



E quello di Bouchkov è davvero un lunghissimo lavoro: dalla custodia del suo violino tira fuori la partitura de Las cuatro estaciones porteñas e mi spiega il suo sistema di studio. «Quando devo affrontare per la prima volta una nuova composizione ascolto un paio di registrazioni, possibilmente con interpretazioni molto diverse fra loro, per avere un’idea generale sul pezzo. Poi, se si tratta di un concerto con orchestra acquisto la partitura e inizio una specie di “gioco di piste”. Suono tutte le parti orchestrali, cercando di capire come il compositore sviluppa le sue idee: sviscero le frasi, i motivi e presto attenzione a come, ad esempio, un tema è presentato con uno strumento o una sezione orchestrale, prima, e riproposto, poi, altrove. Analizzo lo spirito della composizione, cerco di contestualizzarla storicamente, di vedere se ci sono riferimenti anche extra-musicali. Solamente dopo quest’analisi certosina inizio a guardare la mia parte, a mettere le diteggiature e le arcate, senza mai dimenticare, però, quel che accade dietro. È fondamentale sapere cosa e come suonano gli altri strumenti, conoscere le dinamiche orchestrali e capire come la parte del violino solista si “incastri” in tutto ciò. È un lavoro lungo, certo, ma davvero affascinante».
A questa visione a 360° di una composizione ha contributo, senza dubbio, l’esperienza orchestrale vissuta da Marc: «Ho fatto parte per 3 anni di un’orchestra ad Amburgo e ho imparato moltissimo: innanzi tutto, dal punto di vista della conoscenza del repertorio. Suonare le Sinfonie di Beethoven, Bruckner e Mahler è estremamente formativo anche per chi intende dedicarsi alla carriera solistica. Ho appreso, poi, molto anche dai colleghi e, in particolare, dal Primo Violino. Soprattutto, ho capito che in un concerto per strumento solista e orchestra quella del solista è una parte importante, a volte la più importante, ma pur sempre una parte di un tutto. Da questo punto di vista anche la musica da camera, che continuo a coltivare con grande passione, è stata ed è una preziosa guida».
Un grande influsso sulla formazione e sulla visione musicale di Marc l’ha avuto, però, anche il suo maestro, il violinista Boris Garlitzky. «L’insegnamento più prezioso che mi ha trasmesso è quello di non dimenticare mai il motivo per cui ho scelto di fare musica, di non allontanarmi mai dall’aspetto musicale. Mi ha insegnato a non avere fretta, a scegliere la strada forse più difficile, lenta e con meno successi immediati, ma più costruttiva e affascinante. Certo, l’idea di suonare in grandi sale o registrare con etichette prestigiose affascina qualunque solista, soprattutto i più giovani: ogni cosa, però, deve arrivare al momento giusto e con la giusta maturazione». 


L’incontro di Bouchkov con la musica è arrivato, in realtà, in tenerissima età: nato in una famiglia di musicisti – sia la madre che il padre sono violinisti – ha trovato estremamente naturale sentire il bisogno di suonare. Gli chiedo se pensa di aver perso qualcosa della sua infanzia o della sua adolescenza. «Assolutamente no. La musica è un linguaggio e se in famiglia parlano tutti la stessa lingua è naturale apprenderla, all’inizio per una sorta di imitazione. Nessuno, però, mi ha mai costretto. Ho iniziato a studiare con mio nonno e tra di noi c’era una specie di patto: prima il dovere, poi il piacere. Studiavo tutti i giorni un’ora e mezza o due ma poi ero libero di andare a giocare con i miei amici. È accaduto tutto in maniera estremamente naturale».
E mi racconta anche di quanto ‘naturali’ gli apparissero i primi concerti: «Quando si è bambini ci sono delle cose che non esistono: la paura, lo stress ma anche il senso di responsabilità. Il fenomeno concerto a quell’età viene percepito senza nessuna ansia. Arriva sempre, però, un momento in cui, all’improvviso, cambia tutto, senza sapere nemmeno il perché. A me è successo durante l’adolescenza, quando sono arrivati i primi concerti importanti e con essi il senso della responsabilità: quindi, anche la paura di sbagliare. L’unica difesa è lo studio, la preparazione. Mi capita spesso di rimpiangere il periodo della mia vita durante il quale potevo studiare tutti i giorni tante ore. Oggi non è più possibile farlo: diventa allora fondamentale, ancor di più, la qualità dello studio e la concentrazione che deve essere massima».
Ammette, però, di preferire i momenti in cui è in tournée. «Può sembrare un paradosso, ma riesco a studiare meglio e di più quando sono in giro. Ieri, ad esempio, avevo un giorno libero qui a Milano tra i due concerti e l’ho passato in teatro a studiare con estrema calma, concentrazione e tranquillità. Quando sono a casa, invece, devo affrontare, come tutti, i problemi e le incombenze della vita: pagare le tasse, l’affitto, andare in posta, fare la spesa, rispondere a mail o messaggi. Alla fine, non rimane, poi, così tanto tempo per studiare e nemmeno per riposarsi».
Certo poter dormire nel proprio letto è un gran vantaggio, mi dice ridendo, così come avere più occasioni per stare con amici e con persone care. «Nel tempo libero mi piace uscire, stare in compagnia, ascoltare concerti. Naturalmente, prediligo la musica classica ma ascolto anche altri generi musicali: mi diverto pure a comporre musica elettronica».
Tra gli ultimi entusiasmanti concerti a cui ha assistito mi racconta di quando a Parigi, alla Salle Pleyell, ha ascoltato, Leonidas Kavakos, uno dei violinisti di oggi che ama di più. «Sono stato sorpreso anche dalla notevole presenza di giovanissimi che c’erano quella sera. Credo di non averne mai visti così tanti tutti insieme a un concerto di musica classica».


Gli chiedo, allora, cosa si potrebbe fare, secondo lui, per avvicinare più giovani a questo mondo. «Credo sia sbagliato pensare e tentare di rendere popolare la musica classica: è un linguaggio difficile, la cui comprensione richiede tempo. È del tempo ben speso, però, perché è un universo che arricchisce profondamente da tutti i punti di vista. Sarebbe necessario far capire questo, far comprendere i benefici che la conoscenza di questo linguaggio apporta. Nella maggior parte dei casi la mancanza di interesse deriva solo da una mancanza di conoscenza, da una non abitudine all’ascolto. Bisognerebbe rendere la musica classica alla moda. Se, ad esempio, un affermato cantante pop o rock raccontasse ai suoi fan di essere un grande appassionato di sinfonica, opera o balletto, molti ragazzi ne sarebbero positivamente influenzati». 

Mi confessa di essere pessimista, a volte, sul futuro della musica classica, ma non abbastanza da rinunciare a combattere. «Una delle cose che più mi affascina dell’essere musicista è la certezza che non arriverà mai un giorno nel quale potrò dire: “Non ho più nulla da imparare”. La musica è una sfida quotidiana, una perenne e inarrestabile ricerca, un impegno costante… Ma ne vale davvero la pena!».

©Adriana Benignetti


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Antonio Lucio Vivaldi(Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741)

1678 - Il 4 marzo Antonio Lucio Vivaldi nasce a Venezia, da Camilla Cavicchio e Giovanni Battista Vivaldi, primo di otto figli. È battezzato immediatamente dopo la nascita dalla levatrice perché ritenuto “in pericolo di morte”. Le gravi condizioni di salute, definite in una famosa lettera del 16/11/1737 al marchese Guido Bentivoglio d’Aragona come “strettezza di petto”, lo accompagneranno tutta la vita.

1688 - Il giovane Antonio è indirizzato verso la vita ecclesiastica.
1693 - Il 18 settembre riceve la Tonsura per mano del Patriarca di Venezia Cardinal Badoaro.
1696  - È violinista soprannumerario durante le funzioni natalizie presso la cappella della Basilica di San Marco.
1700 - Riceve il diaconato.
1703 - Il 23 marzo è ordinato sacerdote ed è soprannominato il Prete Rosso per il colore della sua capigliatura. Il 1° dicembre inizia la collaborazione con l’Ospedale della Pietà, come maestro di violino; questo rapporto professionale, con varie interruzioni e cambiamenti, durerà fino al 1740.
1704 - Ottiene la dispensa dalla celebrazione della Santa Messa per motivi di salute. In agosto aggiunge, presso l’Ospedale della Pietà, anche il ruolo di maestro di viola all’inglese.
1705 - È pubblicata la prima raccolta di Vivaldi, l’Opus 1 comprendente dodici sonate a tre e dedicata al nobile Annibale Gambara.
1709 - Il consiglio direttivo dell’Ospedale della Pietà vota la revoca dell’incarico a Vivaldi. Il compositore esercita la libera professione di musicista; è pubblicata una seconda raccolta di 12 sonate per violino e basso continuo (Opus 2), dedicate a Federico IV di Danimarca.
1711 - È riassunto alla Pietà. Ad Amsterdam viene pubblicato L’estro armonico (Opus 3), dedicato a Ferdinando III di Toscana.
1713 - Diviene il responsabile per l’attività musicale dell’Ospedale. In maggio, presso il Teatro delle Grazie di Vicenza, è rappresentato il primo lavoro teatrale di Vivaldi Ottone in Villa (RV 729).
1714 - È nominato compositore e impresario al Teatro Sant’Angelo di Venezia; compone La stravaganza (Opus 4), una raccolta di concerti per violino solista e archi e la sua seconda opera Orlando finto pazzo (RV 727). 1716 - Diviene maestro de’ concerti. Compone la Juditha triumphans (RV 644), L’incoronazione di Dario (RV 719) e La costanza trionfante degl’amori e de gl’odii (RV 706).
1718-21 - Il compositore ottiene il prestigioso incarico di maestro di cappella da camera alla corte del principe Filippo di Assia-Darmstadt, governatore di Mantova. In questi anni conosce Anna Girò, una giovane cantante che diviene sua studentessa, protetta e poi prima donna.
1721-22 - Vivaldi è a Milano dove presenta il suo dramma pastorale La Silvia (RV 734) e l’oratorio L’adorazione delli tre re magi al bambino Gesù (RV 645).
1722 - Il compositore si reca a Roma, invitato da papa Benedetto XIII.
1725 - Ritorna a Venezia e scrive Le quattro stagioni, quattro concerti per violino, pubblicati ad Amsterdam da Michel-Charles Le Cène, come i primi di una raccolta di dodici, Il cimento dell’armonia e dell’inventione (Opus 8), dedicata al conte Morzin.
1730 -Viaggia con il padre verso Vienna e Praga.
1740 - Si trasferisce a Vienna, con la speranza di diventare compositore di corte, ma in ottobre Carlo VI muore e inizia la guerra di successione austriaca.
1741. Il 28 luglio Antonio Vivaldi muore a Vienna, in povertà, per “infiammazione interna”. Il registro mortuario del Duomo di Santo Stefano annota così la certificazione della morte: «Il molto Reverendo Sig. Antonio Vivaldi, prete secolare, nella casa della famiglia Satler, presso la porta di Carinzia. (Sepolto) nel cimitero dell’Ospedale, piccolo rintocco funebre.»
Adriana Benignetti
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Lucio Silla
Dramma per musica in tre atti KV 135
MusicaWolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791)

LibrettoGiovanni De Gamerra (Livorno, 26 dicembre 1742 – Vicenza, 29 agosto 1803)
Prima rappresentazioneMilano, Teatro Regio Ducale, 26 dicembre 1772
Personaggi
Lucio Silla, dittatore romano (tenore)Celia, sua sorella (contralto)Cecilio, senatore proscritto da Silla (soprano)Giunia, sua amata, figlio di Mario (soprano)Lucio Cinna, patrizio, amico di Cecilio (soprano)Audifio, tribuno, amico di Silla (tenore)
Senatori, ufficiali, soldati, guardie, popolo
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Lucio Silla
Dramma per musica in tre atti KV 135
MusicaWolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791)

LibrettoGiovanni De Gamerra (Livorno, 26 dicembre 1742 – Vicenza, 29 agosto 1803)
Prima rappresentazioneMilano, Teatro Regio Ducale, 26 dicembre 1772
Personaggi
Lucio Silla, dittatore romano (tenore)Celia, sua sorella (contralto)Cecilio, senatore proscritto da Silla (soprano)Giunia, sua amata, figlio di Mario (soprano)Lucio Cinna, patrizio, amico di Cecilio (soprano)Audifio, tribuno, amico di Silla (tenore)
Senatori, ufficiali, soldati, guardie, popolo
La trama
Atto I
Lucio Silla, dittatore romano, è innamorato di Giunia, figlia del defunto avversario Caio Mario; per cercare di conquistare la donna Silla ha mandato in esilio Cecilio, suo amante, spargendo la voce della sua morte. Cecilio riesce, però, a tornare in segreto a Roma e, grazie all’amico Lucio Sinna, scopre l’inganno tramato da Silla. Nel frattempo, quest’ultimo, cerca di vincere anche con l’aiuto della sorella Celia la resistenza di Giunia nei suoi confronti: arriva, perfino, a minacciare la donna e a prometterle vendetta.
Quando Giunia si reca, però,  al mausoleo degli eroi di Roma per piangere il padre, viene raggiunta da Cecilio che si è nascosto tra le tombe: i due innamorati si abbracciano, in un clima di felicità, commozione e speranza.
Atto II
Lucio Silla, su consiglio dell’amico Aufidio, decide di procedere a doppie nozze: egli sposerà Giunia, mentre sua sorella Celia si unirà in matrimonio con Cinna. Nel frattempo, Cecilioprepara un piano per uccidere Silla e Cinna chiede a Giunia di sposare il dittatore e poi di ucciderlo. La donna, spaventata e preoccupata anche per le sorti di Cecilio, si rifiuta: anche Celia cerca, senza successo, di convincere Giunia a sposare Silla.
In Campidoglio Lucio Silla chiede ai senatori di acconsentire alle sue nozze con Giunia: nessuno si oppone e Giunia sta per uccidersi quando irrompono Cecilio e Cinna per attentare alla vita del dittatore. Fallito l’attentato, Cinna dichiara di aver voluto proteggere la vita del dittatore: Cecilio viene, invece, condotto in carcere. Silla è profondamento commosso dall’amore sincero che lega profondamente Giunia e Cecilio.
Atto III
Cinna cerca di persuadere Celia a intercedere presso il fratello perché questi rinunci a sposare Giunia: in cambio, le promette la sua mano. Poi, l’uomo si reca in carcere per confortare Cecilio e per tentare di giustificare il suo pavido comportamento nell’attentato alla vita di Silla. In carcere arriva anche Giunia: alla donna è stato, infatti, concesso un ultimo incontro con Cecilio. I due innamorati sono pronti a morire entrambi: se Cecilio sarà condannato alla pena capitale, infatti, anche Giunia seguirà l’amato nella tomba.
Quando Cecilio è portato in giudizio avviene, però, l’inaspettato colpo di scena. Silla decide di perdonare Cecilio e consente a Giunia di divenire sua sposa; revoca poi il bando a tutti i proscritti, permettendo loro di ritornare a casa. Silla perdona anche Cinna, che nel frattempo ha confessato i suoi piano. Infine, il dittatore si dimette restituendo a Roma la libertà.


Adriana Benignetti
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Giovedì 26 e sabato 28 febbraio, i due musicisti saranno protagonisti del 14° appuntamento della 70a Stagione Sinfonica de “I Pomeriggi Musicali”. In programma musiche di Cajkovskij e Schumann

Nuova incursione nel repertorio romantico per l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, giunta al 14° appuntamento della 70a Stagione Sinfonica. In programma uno dei Concerti per pianoforte e orchestra più amati di tutti i tempi, il Concerto per pianoforte e orchestra n.1 di Cajkovskij, e la Sinfonia n. 1, “La Primavera”, di Robert Schumann, presentata in prima esecuzione assoluta al Gewandhaus di Lipsia il 31 marzo 1841 sotto la direzione di Felix Mendelssohn.  
A dirigere I Pomeriggi Musicali nei concerti del 26 e 28 febbraio prossimi al Teatro Dal Verme sarà Giancarlo Andretta, maestro dalla lunga e brillante carriera internazionale. Ritorno particolarmente atteso dai Pomeriggi Musicali quello del pianista Simone Pedroni, “artista dalle mani d'oro”, come lo ha definito il “New York Times”, e vincitore del 1° Premio del prestigioso Concorso Internazionale Van Cliburn.
Un concerto, che si inserisce a pieno titolo all’interno di questa 70aStagione sinfonica, percorsa dal costante riferimento al tema della Natura e di come dalla musica essa sia evocata, con un forte collegamento alle tematiche di Expo 2015.
«Imparare a “stare al mondo” significa oggi guardare a esso con occhi diversi e la musica si propone come mezzo privilegiato per contemplare la realtà della Natura in un caleidoscopio di emozioni, sentimenti e vere e proprie meditazioni. L’intento de I Pomeriggi Musicali e` quello di preludiare e commentare in musica alcuni dei temi fondamentali di Expo 2015; un contributo per ripensare e rifondare una diversa consapevolezza del nostro essere nel mondo e nella Natura, di cui siamo ospiti insieme agli altri esseri viventi». M° Maurizio Salerno
Giancarlo Andretta (1962) è stato, dal 2010 sino al 2013, Direttore principale e consulente del sovrintendente del Teatro dell'Opera di Goteborg in Svezia. Dal 2002 sino al 2012 è stato Direttore musicale, ossia Chief conductor, dell'Orchestra Sinfonica di Aarhus in Danimarca e, dal 2001 al 2009, Direttore ospite del Teatro Reale dell'Opera di Copenhagen. Precedentemente aveva ricoperto l'incarico di Direttore musicale e consulente del sovrintendente presso il Teatro dell'Opera di Graz in Austria (1994-1997), quello di Direttore artistico e principale dell'Orchestra del Teatro Olimpico - città di Vicenza (dal 1996-1999, poi di Direttore principale dal 2000 al 2002). Infine è stato Responsabile artistico e direttore principale dell'Orchestra Filarmonia Veneta dal 2000 al 2002. Dopo il conseguimento col massimo dei voti, la lode e la "menzione ad honorem" dei diplomi in Direzione d'orchestra e in Korrepetition praxis presso l'Accademia di Musica ed arti figurative di Vienna (Hochschule fuer Musik und darstellende Kunst in Wien) vince il concorso internazionale per Solo Korrepetitor all'Opera di Stato di Vienna (GMD M° Claudio Abbado) dove rimane dal 1988 sino al 1993 diventandone dal 1990 Responsabile per i repertori lirici italiano e mozartiano. Negli stessi anni, dal 1990 sino il 1995, diventa Direttore assistente musicale di Pinchas Steinberg all'Orchestra della Radio Televisione di Vienna. Dal 1992 al 1994 è Direttore degli studi musicali ossia Studienleiter del Festival Estivo di Salisburgo. Numerose sono in quegli anni le collaborazioni con istituzioni liriche e concertistiche e con case discografiche quali ad esempio il Konzerthaus di Vienna, l'Opera di Parigi, il Teatro la Fenice di Venezia, l'Opera di Amburgo, la Deutsche Gramophon, la Nachtigall la ORF e molte altre ancora. Dopo le esperienze quale Studienleiter (chief couch) e Assistente musicale che lo hanno portato a collaborare con i più importanti direttori d'orchestra e artisti della vita musicale mondiale, inizia l'attività di direttore d'orchestra. Giancarlo Andretta dirige quindi numerose, importanti orchestre sinfoniche e liriche e in significativi cicli di concerti, sale da concerto e teatri d'opera in tutta Europa. Ad esempio, alcuni esempi significativi: l'Orchestra della Deutsche Oper di Berlino, la Bayerische Rundfunk Orchester di Monaco di Baviera, l'Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna, la Niederosterreichisches Tonkunstler Orchestra di Vienna, l'Orchestra Sinfonica di Graz, l'Orchestra Reale di Danimarca, l'Orchestra Nazionale della Radio di Danimarca, l'Orchestra Filarmonica di Copenhagen, l'Orchestra Sinfonica di Odense, l'Orchestra Filarmonica di Olanda, l'Orchestra Filarmonica di Anversa, l'Orchestra Nazionale d'Irlanda (RTE Dublino), l'Orchestra del Teatro Reale dell'Opera di Stoccolma, l'Orchestra della Radio Televisione di Oslo, l'Orchestra Filarmonica di Tampere (FI), l'Orchestra del Teatro Sao Carlos di Lisbona, l'Orchestra Sinfonica di Granada, l'Orchestra Sinfonica di Basilea, l'Orchestra Sinfonica di Budapest, l'Orchestra della Radio Televisione Ungherese, l'Orchestra Filarmonica Slovacca, l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Praga, del Teatro dell'Opera di Zagabria, l'Orchestra Nazionale  di Grecia in Atene, l'Orchestra Sinfonica Nazionale di Bulgaria in Sofia, l'Orchestra del Teatro la Fenice di Venezia, l'Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, l'Orchestra del Teatro Filarmonico di Verona, l'Orchestra A. Toscanini di Parma, le Orchestre da Camera di Vienna, di Ungheria, di Praga, l'Orchestra di Padova e del Veneto, l'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano e molte altre ancora. Tra le sale e cicli di concerti basti ricordare il Musikverein di Vienna, il Konzerthaus di Vienna, il Concertgebouw di Amsterdam, il Concerthall di Copenhagen, il Parco della Musica di Roma, l'Opera di Berlino, il Teatro Reale di Copenhagen, il Teatro Reale di Stoccolma, il Teatro dell'Opera di Praga, etc. Nel 2007 dirige il concerto inaugurale della nuova sala dei concerti della città di Aarhus in Danimarca. Giancarlo Andretta è stato, dal 2005 al 2010, professore ordinario per la cattedra di direzione d'orchestra presso l'Accademia Reale di Musica di Danimarca in Copenhagen. In passato è stato professore incaricato all' Accademia di Musica di Vienna (1990-1994). Vincitore, primo in graduatoria, del concorso nazionale per titoli insegnò per un breve periodo direzione d'orchestra presso i Conservatori di Musica di Bologna e di Milano (1995 - 1997). Ha tenuto masterclasses e conferenze presso diverse istituzioni europee, quali ad esempio l'Università degli Studi di Zurigo, l'Opera Studio del Teatro dell'Opera di Vienna, l'Accademia dell'Opera di Copenhagen, L'Accademia di Musica di Oslo, di Goteborg, al Festival di Savonlinna (FI) e altre ancora.
Simone Pedroni, novarese di nascita, si è diplomato nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale al Conservatorio G. Verdidi Milano, sotto la guida del M° Piero Rattalino. Ha studiato inoltre con Lazar Berman e Franco Scala all’Accademia pianistica Incontri col Maestro di Imola, dove nel 1995 ha conseguito il Master degree. Dopo aver ottenuto nel 1992 il Secondo premio al Concorso Arthur Rubinstein di Tel-Aviv e il Primo premio al Concorso Queen Sonja di Oslo, nel 1993, a 24 anni, vince il Primo Premio (Gold Medal) e il Premio di musica da camera alla nona edizione del Concorso Van Cliburn in Texas. È stato solista con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Sir Yehudi Menuhin, I Virtuosi di Mosca diretti da Vladimir Spivakov, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, l’Orchestra Nazionale della RAI diretta da Eliahu Inbal, l’Orchestra Filarmonica di Oslo diretta da Pinchas Steinberg, l’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Roberto Abbado (tournée in Sud America col Concerto n.1 di Brahms), l’Orchestra Sinfonica I Pomeriggi Musicali diretta da Aldo Ceccato, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra da Camera di Praga (con cui ha realizzato una tournée di ventinove concerti negli Stati Uniti), I Musici di Montreal diretti da Yuli Turovsky, la National Polish Radio Symphony Orchestra a Katowice diretta dal leggendario M° Stanislav Skrowaczewski (Concertodi Schumann), la Filarmonica di Mosca, l’Orchestra Nazionale del Belgio, la Israel Chamber Orchestra, la Wiener Kammerorchester, la Dallas Symphony Orchestra, l’Orchestra da Camera di Losanna, l’Orquesta de Valencia, l’Orquesta Nacional de España. È pianista in residence all’Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano, con la quale ha eseguito il Concerto n.2 di Brahms con Leonard Slatkin, la Fantasia, op. 80, di Beethoven e il raro Concerto in re minore di Martucci, con Riccardo Chailly (anche in tournée in Spagna e nell’ambito del Festival de Música de Canarias), i 5 Concerti di Beethovencon Gianandrea Noseda, il Concerto n.1 di Tchaikovsky con Louis Langrée, il Concerto di Schumann con Lu Jia e alcuni programmi di musica da camera. Ha tenuto recital presso il Teatro alla Scala di Milano, la Carnegie Hall di New York, la Herkulessaal di Monaco, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, il Quirinale in Roma, la Filharmonia Narodowa a Varsavia, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, le Settimane Musicali di Stresa, la Società del Quartetto di Milano, le Serate Musicali di Milano, la Salle Gaveau di Parigi, il Festival della Primavera di Praga, il Festival de Menton, Montecarlo, Lisbona, Bonn, Berlino, Hannover, Atene, Istanbul, oltre a numerosi concerti solistici negli Stati Uniti d’America e in Giappone. Nell’estate 2005 debutta in Olanda nell’ambito del Festival di musica da camera di Delft ed è invitato nuovamente per l’anno successivo. Nel giugno 2009 ha debuttato con grande successo al Parco della Musica di Roma con l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia, diretti da Vladimir Ashkenazy. Tra gli ultimi impegni: il debutto in Cina (Recital e Masterclasse a Pechino), il ritorno in Giappone con le Variazioni Goldberg di Bach, il Concertodi Martucci con l’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana con James Gaffigan e in tournée in Spagna con l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Oleg Caetani, il Concerto n.2 di Rachmaninoff in Norvegia (Trondheim) e il Concerto n.1 di Brahms a Milano con Aldo Ceccato, la Turangalila Symphonie di Messiaen diretta da Juanjo Mena e il Concerto in re di Haydn con Giuseppe Grazioli, il ritorno a Lugano per l’incisione con la RSI del Concerto in la minore di Respighi con Antonello Manacorda, l’apertura della stagione de LaVerdi al Teatro alla Scala di Milano diretta da Xian Zhang e il Concerto in mi “Piccolo mondo antico”di Rota a Palermo e a Messina col l’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Oleg Caetani. Tra gli impegni del 2011 la partecipazione all’omaggio a Nino Rota dell’Orchestra Verdi di Milano nel primo centenario della nascita (Concerto “Piccolo mondo antico”, Concerto soirée e Fantasia su 12 note del Don Giovanni), la prima esecuzione, sempre a Milano, del Concerto per pianoforte e orchestradi Luis Bacalov, scritto per Pedroni e LaVerdi e diretto dall’autore, la versione originale del Concerto n.1 di Tchiaikovsky e il Triplo Concerto di Beethoven con Xian Zhang. Per Philips-Classics ha inciso, dal vivo, un Cd con opere di Mussorgski, Rachmaninoff ed Hindemith, per U.I.O.G.D. Simone Pedroni Live in Concert, per La Bottega Discantica, le Variazioni Goldberg di Bach e un recital dedicato a Liszt, e per LOL-Records, i Quadri di una esposizionedi Mussorgsky, opere di Arvo Pärt, la Sonata D 960 di Schubert con sei Liedertrascritti da Liszt e Solo Recital. Per DECCA il Concerto in mi “Piccolo mondo antico” di Nino Rota con LaVerdi diretta da Giuseppe Grazioli.
Teatro Dal VermeVia San Giovanni sul Muro 2 – Milano
Giovedì 26 febbraio ore 21.00Sabato 28 febbraio ore 17.00Prove generali - Giovedì 26 febbraio, ore 10.00
Direttore: Giancarlo AndrettaPianoforte: Simone PedroniOrchestra I Pomeriggi MusicaliCajkovskij, Concerto per pianoforte e orchestra n.1Schumann, Sinfonia n.1, “La Primavera”
BIGLIETTIInteriPrimo Settore (Platea, dalla fila 1 alla 30): € 19,00 + prevenditaSecondo Settore (Platea, dalla fila 31 alla 40): € 13,50 + prevenditaBalconata: € 10,50 + prevendita
Ridotti (Giovani under 26; Anziani over 60; Cral; Ass.Culturali, Biblioteche; Gruppi; Scuole e Università)Primo Settore (Platea, dalla fila 1 alla fila 30) € 15,00 + prevenditaSecondo Settore (Platea, dalla fila 31 alla fila 40) € 11,50 + prevenditaBalconata € 8,50 + prevendita
BIGLIETTI per le prove generali aperteInteri: € 10,00 + prevenditaRidotti (Giovani under 26; anziani over 60; cral; ass. culturali, biblioteche; gruppi; scuole e università): € 8,00 + prevendita
Biglietteria TicketOne Teatro Dal Verme Via San Giovanni Sul Muro, 2 – 20121 Milano Tel. 02 87.905.201dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 18.00
www.ipomeriggi.it
(comunicato stampa)
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